sabato 2 marzo 2013

 

UN INCIDENTE SOSPETTO

Novita’ nell’inchiesta sulla morte di Maksim Kuzmin, il bambino russo di tre anni morto nella famiglia adottiva negli Stati Uniti. Le autorita’ del Texas hanno diffuso la versione ufficiale: si sarebbe trattato di un incidente. Il bambino quindi si sarebbe procurato da solo gli ematomi addominali.  

 

Alla conferenza stampa il procuratore della citta’ di Ector ha detto:

Con l’autopsia, dice Bobby Blend, gli esperti hanno stabilito che la morte e’ stata causata dalla rottura dell’aorta addominale. Il carattere del trauma dimostra che e’ stato un incidente. Continuamo a raccogliere i materiali che poi saranno inviati alle autorita’ inquirenti.

Non e’ stato detto pero’ e come il bambino di tre anni si sarebbe procurato questo tauma letale. I risultati dell’autopsia non sono stati pubblicati. Agli specialisti russi non e’ stato permesso di partecipare all’indagine.
Sembra, dice il deputato Anvar Makhmutov, del Comitato esteri della Duma, che gli americani ci stiano nascondendo qualcosa:

La segretezza in cui si svolge l’inchiesta fa dubitare della sua obiettivita’. E’ stato annunciato che il bambino si sarebbe fatto da solo le ferite mortali. Ma non riesco immaginarlo. Bambini piccoli non si danneggiano di proposito. E poi, se gli americani volevano essere obiettivi, perche’ ci escludono da ogni indagine. Non ci permettono di avvicinarci nemmeno.

Un’altro particolare interessante e’ che nel certificato di morte non si parla dei lividi e delle abrasioni sul corpo del bambino, fra cui le ferite nella zona addominale. Non si parla inoltre degli psicofarmaci di cui i genitori adottivi riempivano il bambino. Fatti questi confermati dalle forze dell’ordine e dall’avvocato dei coniugi Shatto. Come risultato, le autorita’ del Texas hanno annunciato di non vedere motivo per aprire un fascicolo contro i genitori adottivi di Maksim. Forse, se la caveranno soltanto con un’accusa di mancato adempiemento del loro dovere.
Comunque, l’avvocato Pavel Astakhov, plenipotenziario presidenziale per i diritti dell’infanzia, ha esortato le istituzioni russe a non arrendersi. La morte del bambino non deve rimanere impunita. In precedenza il Comitato investigativo ha aperto il fascicolo contro i genitori adottivi di Maksim, con i quali rimane il suo fratello, Kirill, di due anni.

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