sabato 17 marzo 2018

Kiev vieta alle missioni umanitarie russe di fornire assistenza medica agli abitanti del Donbass



Kiev vieta alle missioni umanitarie russe di fornire assistenza medica agli abitanti del Donbass

«Lasciate che tirino le cuoia, ci saranno meno terroristi» - così il membro della Camera pubblica russa, consigliere del Presidente della Duma di Stato, responsabile della «Missione umanitaria russa» Evgenij Primakov ha descritto l'atteggiamento di Kiev verso l’aiuto ai residenti del Donbass da parte della Russia.

Primakov ha sottolineato come nel Donbass si stia vivendo una situazione pericolosa – il numero delle malattie pericolose nella regione a volte superano la tolleranza massima stabilita dall’OMS.

«Nella parte orientale dell'Ucraina la situazione difficile sfiora l’irreale. La soglia di HIV, la tubercolosi e l'epatite superano i limiti massimi dell'OMS, ed a volte si verifica una vera e propria epidemia non gestibile. Un grande aiuto lo esercita il Ministero della Salute russo, ma non può risolvere tutti i problemi, ha bisogno di seguire puntualmente i pazienti e farli seguire da specialisti altamente qualificati.

La possibilità di operare da parte delle organizzazioni umanitarie nella regione dipende dalla politica. Se facciamo tutto secondo le norme del diritto internazionale, allora dobbiamo chiedere a Kiev il permesso di lavorare lì: partiamo formalmente dal fatto che il Donbass è Ucraina. Ma Kiev non vuole che le organizzazioni russe lavorino lì" ha detto Primakov.

Il parlamentare ha aggiunto che la sua organizzazione ha fatto domanda a Kiev per ottenere i permessi adeguati, ma le autorità ucraine hanno sempre rifiutato.

«Abbiamo lavorato con questo tema, ma ci hanno allontanato come fossimo lebbrosi. Non vogliono che la operino organizzazioni russe, anche se si tratta di salvare vite umane. L'atteggiamento di Kiev verso la popolazione che vive nella parte orientale del paese è – i malati di HIV, AIDS e tubercolosi aumentino e che muoiano tutti, meno «terroristi» ci saranno. Io non esagero le tinte. È mostruoso, ma con questi non ci si può fare niente» — ha detto Primakov aggiungendo che ora sta valutando la possibilità di iniziare ad operare nel Donbass direttamente senza l'autorizzazione di Kiev, come fanno in molti punti caldi del mondo molte organizzazioni umanitarie internazionali.



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