venerdì 31 agosto 2018

DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI DELLA RUSSIA SULL’ASSASSINIO DI ALEKSANDR ZACHARCHENKO




Notizie tragiche arrivarono da Donezk - come conseguenza di un atto terroristico, il Presidente della Repubblica Popolare di Donezk, Aleksandr Zacharchenko, è stato ucciso.

Esprimiamo le nostre condoglianze ai parenti e agli amici di A. Zacharchenko, auguriamo ai feriti e ai colpiti di riprenderci al più presto e agli abitanti del Donbass - con coraggio e forza.

Siamo sicuri che un'indagine appropriata sarà svolta tempestivamente, in conseguenza della quale verranno stabilite tutte le circostanze ed identificati gli esecutori ed i mandanti del crimine.

E’ comunque chiaro che l'obiettivo dell’attacco terroristico sia il fallimento del processo di pace e la soluzione politica della situazione in Donbass, l'attuazione degli Accordi di Minsk. Particolarmente cinico sembra tutto sullo scenario appena delineato la tregua «scolastica».

L'uccisione di uno dei firmatari del «Complesso delle misure» si inserisce perfettamente nella logica di Kiev della soluzione militare alla crisi interna ucraina. Tali azioni rappresentano una seria minaccia alla destabilizzazione della situazione nel sud-est dell'Ucraina.

Esortiamo le autorità di Kiev ad abbandonare la scommessa sui metodi terroristici per risolvere i problemi interni dell'Ucraina. Speriamo che i responsabili politici ucraini abbiano la forza di fermare la guerra e prevenire l'escalation dello scontro nel Donbass.




BUTINA COSTRETTA A RIMANERE SVEGLIA DALL'UNA ALLE TRE DI NOTTE SENZA ORA D'ARIA


WASHINGTON, 30 agosto – RIA Novosti. Maria Butina si trova ancora in una prigione americana dove la costringono a rimanere sveglia dall'una alle tre di notte, si legge in un comunicato dell'Ambasciata russa negli USA.

"Nei confronti di Maria continua ad agire un regime disumano di segregazione amministrativa, per cui è costretta a rimanere sveglia ogni notte dall'una alle tre. Questo è l'unico periodo in cui si può lasciare la cella. Non le è permessa nemmeno l'ora d'aria", si legge nel comunicato sull'ultima visita dei diplomatici russi alla Butina del 29 agosto.
All'Ambasciata un simile trattamento viene considerano come un modo per fare pressione sulla donna.

La Butina è stata arrestata negli Stati Uniti lo scorso luglio e rischia fino a 15 anni di carcere. E' accusata di attività di agente di un governo straniero senza registrazione del Ministero della Giustizia degli Stati Uniti, in concreto come agente straniero. La Butina in tribunale ha proclamato la propria innocenza. Il giudice ha comunque deciso di arrestare la donna. La prossima udienza per il suo caso si terrà il 10 settembre. Fino al 17 agosto la Butina era nel carcere di Washington, successivamente è stata trasferita nel carcere di Aleksandria (nei pressi della capitale).

Sabato scorso i diplomatici russi in via straordinaria le hanno fatto visita nella nuova prigione, dove viene tenuta in isolamento in una cella singola. Come ha dichiarato l'Ambasciata, "dopo mesi di detenzione nel carcere di Washington la cittadina russa, senza alcun preavviso,venerdì sera è stata trasferita nel carcere di Aleksandria dopo averle sequestrato ogni effetto personale, tra cui libri, asciugamani, scarpe da ginnastica, articoli per l'igiene". "Il soggiorno nel carcere della capitale è finito con una umiliante ispezione personale completa". La Missione diplomatica con indignazione ha osservato che "Maria è stata trasferita in catene e nessuno si è preoccupato di spiegarle cosa stava succedendo e dove la stavano portando".

Secondo l'Ambasciata nelle prime dodici ore la Butina è stata tenuta "in una cella singola di quarantena senza cibo, con la luce perennemente accesa e senza poter dormire, in isolamento". L'Ambasciata ha dichiarato che continuerà a cercare di liberare la Butina ed ha indirizzato al Dipartimento di Stato degli USA una dura nota sugli inaccettabili metodi applicati ad una cittadina russa pretendendo una reazione umana a tutto ciò che sta accadendo.



 




sabato 25 agosto 2018

NUOVA VISITA DEI DIPLOMATICI RUSSI A MARIA BUTINA

#FreeMariaButina 


COMUNICATO STAMPA


Oggi il personale dell'Ambasciata ha nuovamente fatto visita alla cittadina russa, la studentessa Maria Butina detenuta in una prigione americana.

Si trova ancora in «segregazione amministrativa», cioè si viene trattata come un pericoloso criminale, che la nostra connazionale, per definizione, non è. Per questo motivo gli incontri con i visitatori sono complicati e non c'è abbastanza tempo per familiarizzare con i documenti del caso e costruire una linea di difesa insieme agli avvocati.

Dalla cella Maria Butina può uscire solamente due ore a notte, senza passeggiate all'aria aperta. L'infiammazione del piede continua a fare male ma non è possibile avere un qualificato esame medico come un normale trattamento di cura.

Alle gravi violazioni dei suoi diritti si aggiunge il rifiuto dell'amministrazione penitenziaria di poter incontrare un prete ortodosso. È evidente la limitazione della libertà di professione religiosa.


E stata inviata formale richiesta all'amministrazione penitenziaria di abolizione del regime discriminatorio nei confronti di un cittadino russo. Nei contatti con le autorità americane continueremo ad insistere su una rapida liberazione di Maria.

Ancora una volta invitiamo le organizzazioni dei diritti umani a prestare attenzione all’intollerabile situazione della posizione della cittadina russa e ad intervenire su questo caso. È tempo che venga palesata la loro posizione nei confronti delle palesi violazioni da parte degli Stati Uniti delle norme umanitarie.

I difensori internazionali dei diritti umani hanno la possibilità di dimostrare la loro imparzialità ed obiettività.

Una prossima visita dei diplomatici russi a Maria Butina si terrà mercoledì della prossima settimana.










domenica 19 agosto 2018

#FREEMARIABUTINA



FREE MARIA BUTINA! 

Oggi, 16 agosto, il personale dell'Ambasciata per l'ennesima volta ha visitato nel carcere di Washington Maria Butina. Gi esiti della visita saranno oggetto di una nota al Dipartimento di stato con la richiesta di interrompere la pressione psicologica e l'umiliazione a cui è esposto la cittadina russa.

L'amministrazione del carcere ha ripreso la regolare pratica disumana dei controlli - ogni 15 minuti – notturni. Tale modalità si applica per indurre al suicidio di un detenuto. Maria non ha dato motivo di considerare la cosa ma rimane evidente il tentativo di spezzare la sua volontà.

La cittadina russa viene ancora privata della passeggiata all'aria aperta. Dopo ogni incontro con i visitatori – avvocati, il personale dell'Ambasciata ed i conoscenti – è sottoposta ad ispezione personale con la completa spogliazione. In uno dei giorni passati ciò è successo senza giustificazione per tre volte.

In violazione di tutte le norme umanitarie a Maria è stato negato di ricevere lettere in russo, sotto il pretesto che esse contengono «messaggi in codice». In realtà l'amministrazione solamente non si preoccupa di cercare un traduttore.

L’assistenza medica adeguata viene negata. Il gonfiore ad un piede, a causa del freddo costante in cella, progredisce. Al posto del trattamento medico a Maria vengono forniti solamente antidolorifici. Ha iniziato a zoppicare.

La costituzione, da parte delle autorità americane, di simili condizioni di detenzione di una nostra cittadina, peraltro non condannata ma in stato di «sospetto», è inaccettabile. Questa orgia di russofobia alimentata nei social network americani e nel mainstream, echeggiano sempre di più i processi americani alle streghe del 17° secolo.

Maria si mantiene forte e la sua determinazione a difendere la sua innocenza si rafforza. Ci ha detto di comunicare che presto sarà creato un Fondo per la sua difesa. Tutti coloro che vogliono sostenere, in grado di trasferire i fondi per l'assistenza legale attraverso il sito web dedicato.

http://www.mariabutinafund.com/



giovedì 16 agosto 2018

CRESCE LA PROTESTA PER IL DIRITTO ALLA SCUOLA RUSSA IN LETTONIA




Il deputato del Parlamento europeo è pronto per andare in prigione al posto del difensore delle scuole russe in Lettonia

Riga, 6 agosto. L’europarlamentare e candidato a primo ministro lettone per il partito "Unione russa della Lettonia" Andrej Mamykin si è detto disposto ad andare in prigione al posto dell’attivista per i diritti umani Il’ja Kozyrev che difende le scuole russe nel paese.

Kozyrev è stato arrestato dalla polizia di sicurezza dopo una perquisizione a casa sua. Secondo Mamykin, con tali azioni il governo ha superato ogni limite e "con questo è necessario finire una volta per tutte". Ha notato che le autorità del paese preferiscono agire contro i cittadini con metodi repressivi invece di proteggerli.

"Hanno paura di tutti noi e di tutto", ha scritto il parlamentare sulla sua pagina Facebook.

Il politico ha detto che è pronto ad andare in prigione al posto di Kozyrev, che è conosciuto come un difensore delle scuole russe.

"Se è necessario io, membro del Parlamento europeo, sono pronto ad andare in prigione al posto tuo. Quindi racconta dunque questo dolore agli inquirenti in uniforme" - ha scritto Mamykin.

Ricordiamo che prima le autorità lettoni hanno approvato il disegno di legge che obbliga la minoranza nazionale a frequentare le scuole in lingua lettone. Le proteste di massa tra la popolazione di lingua russa proseguono nel paese





venerdì 10 agosto 2018

Medvedev ha definito il rafforzamento delle sanzioni una "Dichiarazione di guerra economica"



KRONOZKIJ ZAPOVEDNIK (Kamchatskij Kraj), 10 agosto — RIA Novosti. L’ulteriore rafforzamento delle sanzioni contro la Russia può essere interpretata come una dichiarazione di guerra economica, ha detto il primo ministro Dmitrij Medvedev in un incontro con il personale della riserva naturale dello stato Kronozkij.

"E in questa guerra sarà necessario rispondere — con metodi economici, metodi politici ed in caso di necessità anche con altri metodi. E i nostri amici americani questo lo devono capire", — ha detto, rispondendo alle domande del pubblico.

Medvedev ha sottolineato come le sanzioni in un modo o nell'altro influenzino l'economia del paese, tra cui il tasso di cambio.


Cento anni di pressioni con sanzioni


Il premier ha ricordato che le sanzioni nei confronti di Mosca sono state introdotte più volte nel passato.

"Il nostro paese negli ultimi 100 anni si è trovato in condizioni di costante pressione attraverso sanzioni. Per che cosa è stato fatto? Allo scopo di rimuovere la Russia dal novero dei forti concorrenti in campo internazionale", ha detto.

Secondo il Premier, la Russia si "discretamente evoluta" dall'inizio del XX secolo e, "nonostante le difficoltà del periodo sovietico ci sono stati periodi di rapido sviluppo, e questo a molti non è piaciuto", in primo luogo agli Stati Uniti e alla schiera dei loro alleati.

"Non è cambiato nulla, nemmeno oggi", — ha detto Medvedev

A titolo di esempio Medvedev ha portato la sleale concorrenza economica che gli Stati Uniti stanno cercando di introdurre in materia di forniture di gas russo verso l'Europa per vendere il proprio gas naturale liquefatto.

Il premier ha anche sottolineato che tali sanzioni e misure protezionistiche Washington le sta usnado anche contro la Cina.

"Questo, naturalmente, non piace ai cinesi, questo non piace a nessuno ed è nostro compito resistere a tutte queste misure", ha aggiunto Medvedev.


Un nuovo pacchetto di sanzioni antirusse

Washington il mercoledì ha annunciato l'introduzione di nuove sanzioni contro la Russia a causa del presunto uso, da parte russa, di armi chimiche nella città inglese di Salisbury. Il primo pacchetto, che entrerà in vigore il 22 agosto, prevede il divieto di esportare in Russia dispositivi elettronici e componenti a doppio uso, il secondo pacchetto che potrebbe entrare in vigore dopo 90 giorni, implica la riduzione del livello delle relazioni diplomatiche, il divieto di volare negli Stati Uniti per "Aeroflot" e la quasi totale cessazione delle esportazioni degli Stati Uniti in Russia. La Russia, come ha dichiarato il Dipartimento di stato, può evitare il secondo pacchetto di sanzioni, se garantisce il non utilizzo di armi chimiche in futuro.
ll Ministero degli Esteri russo ha definito i piani della casa Bianca di introdurre nuove sanzioni "combutta fra Stati Uniti e Regno Unito" e ha promesso una risposta “a specchio”.

Lincide di Salisbury

Nella città inglese di Salisbury il 4 marzo scorso sono rimasti avvelenati l’ex agente del GRU Sergej Skripal’ e sua figlia Julija. Londra ha accusato Mosca per l’avvelenamento ma non ha mai portato alcuna prova. La Russia ha sempre categoricamente negato alcun suo coinvolgimento. Mosca molte volte ha offerto di condurre un'indagine congiunta sull'incidente, tuttavia, Londra ha ignorato la proposta negando ogni contatto fra rappresentanti russi e gli Skripal’.
Il Ministero degli Esteri ha accusato la premier britannica Theresa May di essere bugiarda. La May ha affermato che il veleno degli Skripal’ è stato prodotto in Russia. Tuttavia nel laboratorio inglese di Porton Down questo è stato smentito. A metà maggio l'ex-agente del GRU ha lasciato l'ospedale, sua figlia dimessa a metà aprile. Lei ha dichiarato di voler tornare in Russia.




martedì 7 agosto 2018

10mo ANNIVERSARIO DEGLI EVENTI DELL’AGOSTO 2008 NEL CAUCASO


10mo ANNIVERSARIO DEGLI EVENTI DELL’AGOSTO 2008 NEL CAUCASO

Commento del Dipartimento Informazione e Stampa del MID della Russia


10 anni fa, nella notte tra il 7 e l'8 agosto 2008, il governo di M. Saakashvili, violando gravemente gli accordi internazionali sulla soluzione pacifica del conflitto georgiano-osseto, lanciava un'operazione militare su vasta scala contro l'Ossezia meridionale,

L’aggressione contro Zchinvali - riconosciuta dalle parti in conflitto - era totalmente immotivata. In conformità con l'accordo di Sochi del 1992 tra Russia e Georgia, la sicurezza in Ossezia del Sud era assicurata dalle forze di pace congiunte (tre battaglioni - dalla Russia, dall’Ossezia del Sud e dalla Georgia). Operava anche una Commissione congiunta di controllo, composta dalle parti Russia, Georgia, Ossezia del Sud e Ossezia del Nord. Nonostante i ripetuti tentativi di Tbilisi di rivedere l'accordo, le forze di pace russe erano presenti, al momento del conflitto, in Ossezia del Sud nella pienezza della legalità nell’ambito delle risoluzioni riconosciute a livello internazionale di regolamentazione del conflitto. Così come dal 1992 si trovavano osservatori dell'OSCE.

Per quanto riguarda l'Abkhazia, questa è stata ufficialmente riconosciuta come parte nel conflitto nei documenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, in particolare in una delle ultime risoluzioni adottate su questo argomento - la 1808 In questo territorio, a fianco delle forze Collettive della CSI, stava operando una missione delle Nazioni Unite.

Nella notte del 7 agosto le forze armate georgiane iniziarono un imponente bombardamento di artiglieria della città di Zchinvali, che durò fino al mattino. Alla televisione georgiana intervenì il generale M. Kurashvili, che dichiarò che «la Georgia ha lanciato un'operazione per ristabilire l'ordine costituzionale nel territorio dell'Ossezia del Sud». Zchinvali venne circondata in tutto il suo perimetro dai sistemi di fuoco georgiani «Grad» e sottoposta a una raffica di bombardamenti della città, senza distinzione alcuna tra obiettivi militari e aree residenziali. L’8 agosto nella capitale della Ossezia del Sud, con un massiccio impiego di carri armati e veicoli blindati le forze armate di terra dell'esercito georgiano e le forze speciali del ministero dell'Interno georgiano entrarono in città.

Parallelamente le forze armate georgiane lanciarono un assalto al distaccamento delle forze di pace russe. Alla vigilia gli osservatori militari dalla Georgia avevano segretamente lasciato il loro posto nel quartier generale unificato delle forze di pace e dai posti di osservazione. L'8-10 agosto il battaglione di peacekeeping russo respinse almeno cinque attacchi georgiani. Dieci soldati della forza di pace russa vennero uccisi ed una quarantina feriti. Edifici e attrezzature posizionate nel territorio della città furono quasi completamente distrutti.

Anche Zchinvali ha sofferto seriamente a causa degli attacchi georgiani. La maggior parte delle case furono parzialmente o completamente distrutte. Le strutture municipali vitali della città, le imprese industriali furono colpite. Diversi villaggi adiacenti a Zchinvali furono distrutti.

Data la continua minaccia diretta alle vite di cittadini russi in Ossezia del Sud, la leadership russa decise di avviare un'operazione volta a costringere la parte georgiana alla pace.
L'ovvietà dell'aggressione georgiana è stata successivamente confermato ufficialmente, in particolare, nel rapporto della Commissione internazionale d'inchiesta sulle cause del conflitto nel Caucaso, creato sotto gli auspici dell'Unione europea e guidata dalla svizzera H. Tagliavini. Il rapporto è stato pubblicato nell'autunno del 2009.

La partecipazione delle truppe russe al respingimento dell'attacco all’Ossezia del Sud era legittimo, in attuazione del diritto alla legittima difesa sancito, in particolare, dall'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite.

Le ragioni di questa sono apparse alla Federazione Russa in seguito all’attacco su larga scala della Georgia alle unità di pace delle Forze Armate della Federazione Russa che si trovavano in Ossezia del Sud legalmente e con il consenso della Georgia. In conformità con il citato articolo della Carta delle Nazioni Unite, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite era stato informato dalla parte russa della realizzazione del suo diritto all'autodifesa.

L'operazione militare russa perseguiva un unico obiettivo: fermare l'aggressione della Georgia ed impedire la possibilità che gli attacchi venissero ripetuti. La sua organizzazione e condotta furono strettamente proporzionali alla minaccia rappresentata dalla Georgia. A conclusione delle operazioni, unità operative militari delle Forze armate russe furono ritirate dal territorio della Georgia nell'ottobre del 2008, in conformità con i Principi della Composizione (del conflitto ndt) elaborati dal Presidente della Russia Dmitrij Medvedev e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy (questo documento viene spesso erroneamente definito come «L'Accordo di cessate il fuoco»), E accordi di precisazione datati 8 settembre 2008.

In data 26 agosto 2008 la Russia ha riconosciuto l'indipendenza dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, basandosi sulle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1970 sui principi del diritto internazionale concernenti le relazioni amichevoli tra gli Stati, sull'Atto finale di Helsinki della CSCE del 1975 e di altri strumenti internazionali fondamentali. L’attacco all’Ossezia del Sud, la preparazione di un'azione simile contro l'Abkhazia che furono il culmine di anni di politica violenta di Tbilisi nei confronti di questi popoli, hanno lasciato loro un’altra scelta volta a garantire loro sicurezza e il diritto di esistere attraverso l'auto-determinazione come Stati indipendenti.

Riconoscendo l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia, la Russia si è assunta la responsabilità non solo della loro sicurezza, ma anche del loro successo nello sviluppo di paesi moderni, democratici, socialmente ed economicamente prosperi. Il 9 settembre 2008 sono state stabilite relazioni diplomatiche con le due Repubbliche ed il 17 settembre 2008 sono stati firmati i Trattati di Amicizia, Cooperazione e Assistenza reciproca, che sono diventati la pietra angolare della nostra attiva cooperazione.

L'8 settembre i Presidenti di Russia e Francia hanno approvato un documento sull'attuazione del piano di pace del 12 agosto, che concretizza i sei principi della risoluzione del conflitto. Il 15 ottobre 2008, a Ginevra, si aprì un nuovo format internazionale per il Caucaso meridionale – dialogo internazionale sulla sicurezza e la stabilità nella regione Transcaucasica. Questo formato ha sostanzialmente rafforzato le nuove entità politiche e giuridiche emerse nella regione dopo il respingimento dell'avventura militare georgiana, poiché qualcuno vorrebbe presentare la questione in un altro modo. Alle riunioni di Ginevra partecipano su base paritaria ed a parità di condizioni rappresentanti di Abkhazia, Georgia e Ossezia del Sud, così come UE, OSCE, ONU, Russia e Stati Uniti come direttamente coinvolti prima della sua costituzione ed interessati alla stabilità e alla sicurezza nel Caucaso meridionale. Le tre organizzazioni internazionali citate, come concordato dai partecipanti, co-presiedono contemporaneamente le discussioni di Ginevra.

La principale lezione dei tragici eventi del 2008 - un altro promemoria sul fatto che l'uso della forza per risolvere dispute e conflitti internazionali è privo di significato e controproducente. Soprattutto quando si tratta di una sfera così complessa e delicata come le relazioni interetniche: ogni violenza qui conduce alle conseguenze più dolorose e talvolta irreparabili. Gli sforzi della Russia nel Caucaso meridionale in tutti questi anni mirano a ripristinare il dialogo e un processo negoziale complessivo tra la Georgia, da un lato, e l'Abkhazia e l'Ossezia meridionale, dall'altro. Il primo passo nella giusta direzione potrebbe essere la firma di accordi sul reciproco non-uso della forza. Ci aspettiamo prevalga il buon senso.