lunedì 22 maggio 2023

COMUNICATO STAMPA DEL MID DELLA FEDERAZIONE RUSSA SUL "G7"


 

SUL “G7”

 

Ad Hiroshima, in Giappone, si è concluso il cosiddetto vertice del "Gruppo dei Sette". Il risultato principale è stato un insieme di dichiarazioni piene di passaggi odiosi di natura anti-russa e anti-cinese. Ancora una volta, quindi, l'evento del G7 si è tradotto in decisioni politicizzate volte a tracciare linee di demarcazione nelle relazioni internazionali.

"Un tempo il G7 era un'associazione i cui membri coordinavano le posizioni su vari temi dell'agenda mondiale. Ora è irreversibilmente degenerato. È diventato un "incubatore" dove, sotto la guida degli anglosassoni, maturano iniziative distruttive che minano la stabilità globale. Queste vengono poi imposte alle masse filoamericane della NATO, dell'UE e di altri satelliti di Washington.

Il fallimento delle pretese del G7 di essere il garante globale della stabilità finanziaria ed economica è diventato definitivamente evidente a tutti negli anni della crisi del 2008-2009. Come dimostrano gli eventi internazionali degli ultimi anni, anche nella sfera politica e diplomatica, il G7 non è più in grado di offrire nulla di costruttivo. Il panico dell'oggettivo processo di multipolarità e della distruzione dell'egemonia americano-centrica, che ha permesso all'Occidente di rubare al mondo, fa sì che i suoi membri rivolgano tutte le loro energie ad alimentare l'isteria russofoba e sinofoba.

"Il G7 è letteralmente "fissato" sul confronto globale con la Russia. Grazie agli sforzi degli Stati Uniti ha assunto le funzioni di quartier generale per la pianificazione delle misure sanzionatorie e di altri elementi della guerra "ibrida" contro il nostro Paese, compresa la determinazione dell'entità e dei tempi delle forniture militari occidentali al regime di Kiev. Questa è la ragion d'essere del G7 oggi. I risultati del vertice lo confermano. Insistendo nel dimostrare la loro intenzione di infliggere una "sconfitta strategica" alla Russia, i leader dei Paesi del G7 hanno recapitato al loro incontro il capobanda del regime di Kiev sotto il loro controllo e hanno infine trasformato l'evento di Hiroshima in uno spettacolo di propaganda.

Washington, coadiuvato da Londra, non solo sta attuando l'agenda distruttiva del G7 verso l'esterno, ma sta anche costringendo i suoi alleati a solidarizzare con decisioni che li danneggiano. Non solo li sta costringendo ad aumentare le loro già considerevoli spese militari per rifornire di armi il regime di Kiev, ma sta anche scaricando sugli Stati della UE il peso della responsabilità di ospitare i rifugiati, agganciandoli all' "ago del gas" americano e perseguendo una politica apertamente protezionistica volta a trasformare i partner del G7 in un'appendice industriale e merceologica nella sfera dell'alta tecnologia. I cosiddetti eurograndi hanno perso completamente la loro autonomia e hanno riconosciuto la supremazia degli anglosassoni cedendo loro il controllo del G7. I governi europei si sono definitivamente staccati dagli interessi delle loro popolazioni.

Il meccanismo di sanzioni collettive creato dal G7 ha causato una crisi alimentare ed energetica globale. La decisione concordata nel 2022 di introdurre i cosiddetti "massimali di prezzo" contro le forniture marittime russe di petrolio e prodotti petroliferi a Paesi terzi provoca gravi squilibri nelle piattaforme commerciali globali, mina le basi del funzionamento del mercato dell'economia mondiale, contraddice direttamente l'OMC (Organizzazione mondiale del Commercio ndt)e il diritto internazionale, a cui l'Occidente è ansioso di appellarsi quando gli fa comodo. I Paesi più bisognosi soffrono per le barriere erette dai Paesi del G7 alla fornitura di prodotti alimentari russi.

"Gli esperimenti de "G7" di transizione energetica e l'introduzione di tecnologie verdi non consentono un mix energetico sostenibile a causa della loro inaffidabilità. I Paesi ad alto reddito possono permettersi tali innovazioni. Imporle a nazioni che da tempo sono affamate di energia mina le basi per una crescita sostenibile delle economie nazionali.

Ciascuno dei Paesi del G7 si vanta di difendere i valori democratici. In realtà, però, nessun membro di questo club può vantare una reputazione pulita per quanto riguarda il rispetto dei diritto e delle libertà internazionali. La storia di tutti questi Stati è costellata dall'oppressione e dalla negazione dei diritti altrui. I "seminaristi" eurasiatici sono ex potenze coloniali o di conquista che hanno costruito la loro prosperità sullo sfruttamento e sull'espropriazione delle ricchezze altrui. Per quanto riguarda gli Stati Uniti e il Canada, i loro nativi hanno vissuto decenni di trasferimenti forzati, erosione dell'identità culturale, abusi e genocidi.

I membri del G7 dovrebbero dare un esempio di democrazia nella pratica invece di contrapporre i media controllati e le ONG ai governi "sgraditi". Vediamo come viene gestita "umanamente" la questione dell'immigrazione e come vengono "pacificati" i disordini sociali in Europa, o come viene gestita l'opposizione negli Stati Uniti. Per anni, l'Occidente ha patrocinato il regime nazista di Kiev e ha chiuso gli occhi su tutti gli orrori che ha commesso. Abbiamo chiesto più volte come questo si possa confrontare con gli ideali europei di umanesimo e di valori democratici. L'Occidente non ha risposto.

Le regole sostenute dal G7 sono la loro ideologia ed il loro sistema di valori. Servono l'interesse privato piuttosto che quello comune della comunità internazionale. Le politiche indipendenti dei Paesi terzi sono viste dal G7 come una minaccia al proverbiale "ordine basato sulle regole". Contro quelli recalcitranti vengono utilizzate diverse misure: dalla coercizione economica all'aggressione informativa, fino al ricatto, alle minacce e all'intervento militare.

I Paesi del G7 non solo si sono sporcati le mani con interventi militari illegali contro Stati sovrani e con la preparazione di colpi di Stato. Le loro imprese continuano a sottrarre risorse all'Oriente e al Sud del mondo, anche senza tener conto dell'impatto ambientale e in violazione degli standard lavorativi. I fatti sono noti.

Parallelamente, si sta facendo di tutto per politicizzare le attività dei formati multilaterali, in particolare il forum più rappresentativo e realmente leader della cooperazione economica globale, il G20. I tentativi dei Paesi del G7 di presentarsi come campioni di legittimità e giustizia negli affari internazionali sono una presa in giro della storia e del buon senso.

La scelta cinica e sacrilega di Hiroshima come sede merita una menzione speciale nel contesto di questo vertice. Tokyo e Washington rifiutano ostinatamente di riconoscere le proprie responsabilità, sia per aver scatenato una guerra aggressiva in Estremo Oriente, sia per i barbari bombardamenti atomici sulle città giapponesi, non motivati da necessità militari e richiesti dagli americani per testare le munizioni nucleari. Alla vigilia del vertice del G7, l'amministrazione statunitense ha sostenuto con arroganza che Biden non aveva intenzione di scusarsi per quelle azioni. Come se ci fosse qualche dubbio al riguardo.

In questo contesto, le argomentazioni della dirigenza statunitense sulla "leadership" nel controllo degli armamenti e nella non proliferazione appaiono ipocrite. Così come i lamenti dei "seminaristi" sulla necessità di combattere la mitica minaccia nucleare russa. Abbiamo ripetutamente sostenuto da dove proviene realmente la minaccia. Non viene da Mosca, ma da Washington, Londra e altre capitali dell'"Occidente collettivo".

In un contesto così sgradevole, i Paesi del G7 non esitano a flirtare con gli Stati non occidentali per attirarli dalla loro parte e impedire loro di sviluppare legami con la Russia e la Repubblica Popolare Cinese. Allo stesso tempo, è evidente che il G7 è il principale fattore di esacerbazione dei problemi globali. Non può riflettere gli interessi di altri centri di sviluppo, soprattutto quelli della regione Asia-Pacifico, dell'Asia meridionale, del Medio Oriente, dell'Africa e dell'America Latina.

Siamo convinti che la nostra valutazione del G7 e delle sue azioni distruttive sia condivisa dalla maggioranza della comunità globale. 

 

https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/1871538/

mercoledì 17 maggio 2023

Dichiarazione del Rappresentante permanente V.A. Nebenzja al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla situazione umanitaria in Ucraina


 

Signora Presidente,

 

all'inizio della nostra dichiarazione, vorremmo notare la natura ipocrita della convocazione dell'odierna riunione del Consiglio di Sicurezza sulla situazione umanitaria in Ucraina. Non ci sono state riunioni su questo tema per l’ intero mese di aprile e le delegazioni di Francia ed Ecuador, così come altre delegazioni occidentali, non hanno mostrato alcun interesse per la situazione in quel Paese. Oggi, invece, possiamo vedere i membri della UE letteralmente in fila per leggere davanti alle telecamere le loro tesi scritte con carta copiativa “per lo spettacolo”.

Questa è un'altra chiara dimostrazione del fatto che non c'è alcuna vera preoccupazione per il destino delle persone che vivono in territorio ucraino, tanto meno nei territori liberati del Donbass. Così come le delegazioni occidentali non si sono preoccupate della situazione della gente comune in quel territorio dal 2014.

Oggi non sentiremo alcun dispiacere sul fatto che il 28 aprile le forze armate ucraine abbiano effettuato un altro mostruoso bombardamento su Donezk e che un autobus che trasportava civili sia stato colpito da un'artiglieria mirata. L'autobus è bruciato uccidendo nove persone tra cui un bambino. Un esame di esperti ha dimostrato che il bombardamento è stato effettuato con razzi ad alto esplosivo per MLRS prodotti in Slovacchia. Queste munizioni sono state utilizzate anche nell'attacco alla cattedrale di Donezk durante la messa pasquale di mezzanotte. Il nostro relatore di oggi non ha avuto parole nemmeno su questo. E questo il vostro impegno a proteggere i civili? O sono i civili sbagliati?

La responsabilità di questi crimini non spetta solo al regime di Kiev, ma anche a coloro che gli forniscono armi. Ogni giorno, inoltre, quando apparentemente non c'è nessun posto dove andare in Ucraina per rifornirla di armi, arrivano nuovi rapporti sulla fornitura di armi occidentali sempre più pesanti e sofisticate: MLRS «HIMARS», proiettili con uranio impoverito, sistemi missilistici a lungo raggio, centinaia di carri armati e così via.

Torneremo su questo argomento durante la riunione che abbiamo richiesto su questo argomento il 18 maggio.

Tutte queste armi, fornite da membri del Consiglio di sicurezza seduti di fronte a noi che si preoccupano delle conseguenze umanitarie del conflitto in Ucraina, uccidono quotidianamente civili, donne e bambini, distruggono ospedali e scuole nelle regioni DNR, LNR, Zaporozhe e Kherson. Tutto il potenziale militare della NATO è destinato a loro. Le autorità di Kiev ostentano apertamente che “hanno legalmente il diritto di distruggere tutto ciò che esiste” nei territori menzionati. Ancora una volta vogliamo dire a coloro che lo hanno detto o lo diranno ancora oggi: le forze armate russe non combattono contro la popolazione civile, non la sottopongono, a differenza delle forze armate ucraine, a colpi mirati.

I paesi occidentali sono ampiamente noti per il loro amore per il tema della lotta contro l'impunità, soprattutto se non si tratta dei propri crimini. Credono di essere riusciti a farla franca con milioni di civili uccisi in Afghanistan, Iraq, Libia e altrove. Siamo sicuri che un bellissimo giorno la responsabilità di ciò che hanno fatto li raggiungerà. E nessuna minaccia di sanzioni contro i giudici, come nel caso delle indagini sui crimini di guerra statunitensi in Afghanistan, intimidazione di testimoni e giornalisti informatori, silenziamento dei fatti, non li aiuterà. Già ora vediamo il rifiuto dei paesi in via di sviluppo che esprimono una posizione neutrale sull'Ucraina, la pressione che viene esercitata su di loro. Sono stanchi di scusarsi per ogni loro passo o parola con richieste di pace. L'altro giorno Analena Berbock ha affermato che le possibili forniture di armi da parte di paesi terzi della Russia sono inaccettabili, poiché possono essere equiparate alla partecipazione al conflitto. E che dire del fatto che ora l'intera macchina da guerra dell'Occidente sta lavorando per sostenere la guerra? Questo è un altro riconoscimento sincero della partecipazione diretta dell'Occidente al conflitto

Con la connivenza dei protettori occidentali Kiev non disdegna i metodi apertamente terroristici. Tra i suoi crimini ci sono l'attacco terroristico al ponte di Crimea, gli omicidi dei giornalisti Dar’ja Dugina, Maksim Fomin e l'attentato a Zachar Prilepin che ha ucciso il suo accompagnatore Aleksandr Shubin. Il 3 maggio scorso l'FSB della Russia ha riferito di aver represso i preparativi per un attentato ai leader della Repubblica di Crimea che sono stati ideati dall'intelligence del Ministero della Difesa ucraino. Il capo dell'intelligence Kirill Budanov ha dichiarato esplicitamente la sua disponibilità ad “uccidere i russi in tutto il mondo”. E l'agenzia di stampa statale Ucraina Unian dopo l'attentato a Zachar Prilepin ha pubblicato un sondaggio su quale personalità russa dovrebbe essere uccisa. Che cos'è se non un aperto incitamento al terrorismo? In che modo i residenti di Francia, Stati Uniti e altri paesi che conoscono gli attacchi terroristici in prima persona possono tollerarlo? Come possono tacere su questo Segretario Generale e rappresentanti di altre organizzazioni internazionali?

Signora Presidente,

Oggi sentiremo molto sulla solidarietà della Comunità occidentale all’Ucraina, la volontà di sostenerla «fino alla fine». Tuttavia è necessario capire che questo supporto porta l'Ucraina a questa fine. Il debito estero nel 2022 è salito ad un record di 132 miliardi di dollari - l'89% del PIL. Secondo le previsioni alla fine del  2022 supererà il 100%. Favolosi fondi stanziati per l'Ucraina attraverso il FMI, la UE, così come Washington guidano questo paese nel buco del debito. Dopotutto tutta questa solidarietà non è affatto gratuita. E restituire i debiti dovranno farlo le persone semplici ucraine.

Nel frattempo il capitale entra nel paese, come capiamo per occuparsi della sua spartizione, sarà la società finanziaria americana “Black Rock«, con la quale Kiev proprio l'altro giorno ha concluso un accordo sul lancio del “fondo per lo sviluppo dell'Ucraina”. Sotto la copertura di attrarre investimenti privati per progetti su larga scala in aree chiave dell'economia, avviene il trasferimento della sovranità statale alla gestione aziendale estera del più grande fondo di investimento del mondo con sede a New York City. In precedenza, abbiamo anche detto nel consiglio di sicurezza che negli ultimi 10 anni il numero di terreni coltivati ucraini, che è passato sotto il controllo principalmente delle multinazionali agroindustriali americane, ha superato i 4 milioni di ettari. E il cibo è stato esportato Dall'Ucraina nell'ambito della “Iniziativa del Mar Nero” (“Accordo sul grano” ndt), come ora sappiamo non è andato alle esigenze dei paesi affamati, ma alle forniture commerciali (dei Paesi ricchi ndt).

L'Occidente mette sempre al primo posto i suoi interessi. Pertanto, in effetti, stiamo assistendo ad un’altra «circolazione di denaro Americano in natura». La maggior parte di questa ritornerà ai conti delle società occidentali e alcuni si stabiliranno nei conti offshore di funzionari ucraini e americani. E qualcosa potrebbe non entrare nemmeno nel bagaglio dei cosiddetti «leader ucraini» quando lasciano il paese in fretta e furia  -come è successo con l'ex presidente afghano A. Ghani.

I paesi europei non sono da meno in termini di cinismo. Quando si tratta del benessere degli agricoltori dei paesi della UE, gli slogan politici hanno lasciato il posto ad un'analisi oggettiva. Nel mese di aprile di quest'anno, gli Stati che, a seguito dei cosiddetti «corridoi di solidarietà» sono stati rimpinguati da prodotti agricoli ucraini, sono arrivati a misure estreme. È stato introdotto un divieto unilaterale sull'importazione e, in alcuni casi, semplicemente sul transito attraverso il loro territorio di cereali e altri prodotti agricoli dall'Ucraina. (Polonia in primis ndt)

Il fatto innegabile di «sedimentazione» all'interno della UE di gran parte del cibo ucraino, originariamente destinato a essere inviato nei paesi del Sud del mondo, è un chiaro esempio della vera essenza delle iniziative umanitarie di alto profilo di Bruxelles. Ricordiamo come il lancio dei “corridoi di solidarietà” sia stato accompagnato da ulteriori misure per liberalizzare le esportazioni ucraine verso la UE, che hanno notevolmente facilitato l'ammissione dei prodotti dall'Ucraina al mercato interno UE e non ai mercati degli Paesi in via di sviluppo.

Signora Presidente,

La Russia affronta la situazione alimentare nel mondo con in piena responsabilità. Nonostante il fatto che i problemi globali in materia di sicurezza alimentare siano comparsi molto prima dell'inizio dell'Operazione militare speciale, e siano stati una conseguenza dell'irresponsabile politica finanziaria e creditizia dei paesi occidentali, aggravati durante la pandemia, il 22 luglio 2022 abbiamo risposto positivamente all'iniziativa del Segretario Generale, il cui obiettivo principale era alleviare la situazione alimentare e dei fertilizzanti nei paesi in via di sviluppo. È stato concluso un accordo su un pacchetto complessivo per l'esportazione di cibo e ammoniaca dai porti del Mar Nero dell'Ucraina e lo sblocco delle esportazioni di cereali e fertilizzanti dalla Russia.

Tuttavia le cose non sono andate secondo il piano concordato. A partire dal 4 maggio il 40% di tutti i prodotti esportati in mare nel corridoio umanitario è andato ai paesi della UE. La quota dei paesi più poveri meno del 3%. Quasi un anno di agricoltura Ucraina viene consumato da un'Occidente già ben nutrito.

Solamente dal 18 marzo è iniziata la terza fase dell'iniziativa del Mar Nero, le forniture alimentari ai paesi africani sono aumentate del 54% rispetto alla seconda fase. E ciò è stato possibile esclusivamente grazie agli sforzi persistenti del gruppo della Russia presso il Joint Coordination Center (SCC) di Istanbul, l'unico a combattere anche con le Nazioni Unite per l'esame prioritario delle domande delle navi dirette al continente africano.

L'esportazione di ammoniaca doveva essere avviata parallelamente all'esportazione di cereali. Tuttavia ciò non è mai accaduto. La parte ucraina nel SCC per tutto questo tempo ha rifiutato di discutere anche la questione dello sblocco del gasdotto di ammoniaca Togliatti-Odessa, prescritto nel corrispondente accordo trilaterale, ha avanzato tutte le nuove condizioni non previste dall'iniziativa del Mar Nero.

Già da quasi un anno non vediamo il minimo movimento nell'ambito della seconda parte dell'accordo «pacchetto» di A. Guterres – Memorandum Russia-ONU. La principale banca russa – Rosselchozbank - vocata esclusivamente ad operazioni finanziarie nell’ambito delle esportazioni agricole, rimane sotto sanzioni. Le transazioni una tantum che ci vengono promesse così generosamente a Washington e Bruxelles sono semplicemente ridicole se presentate come soluzione praticabile al problema. Il «pacchetto» proposto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite funziona solo nella parte relativa al servizio delle esportazioni commerciali ucraine. Le forniture agricole russe continuano a essere effettivamente bloccate dalle sanzioni occidentali senza alcuna prospettiva sul loro sollievo per i fertilizzanti ed i generi alimentari. In realtà gli Stati Uniti ed i suoi satelliti, con la loro consueta mentalità, stanno avanzando la tesi che il mondo ha più bisogno del mais da foraggio ucraino (70% delle esportazioni) che del grano e dei fertilizzanti russi.

Come sapete, la scorsa settimana si sono svolti a Istanbul quattro colloqui quadrilaterali di alto livello per valutare il destino dell'Iniziativa del Mar Nero. I contatti proseguono a questo proposito. Vorremmo ricordare che già a marzo, in occasione della prossima estensione dell'iniziativa, abbiamo parlato della mancanza di progressi sui cinque problemi “sistemici” che bloccano le forniture agricole russe.

Vi ringrazio dell’attenzione

 

https://russiaun.ru/ru/news/unsc_150523

 

 

martedì 9 maggio 2023

DISCORSO DEL PRESIDENTE PUTIN ALLA PARATA DEL 9 MAGGIO 2023


 

Cari cittadini della Russia!

Cari veterani!

Compagni soldati e marinai, sergenti e sottufficiali, guardiamarina e ufficiali!

Compagni ufficiali, generali e ammiragli!

Soldati e comandanti - partecipanti alle operazioni militari speciali!

Mi congratulo con voi per il Giorno della Vittoria!

È una festa in onore dei nostri padri, nonni e bisnonni, che hanno glorificato e reso immortale il loro nome difendendo la Madrepatria. A costo di un coraggio incommensurabile e di enormi sacrifici hanno salvato l'umanità dal nazismo.

Oggi la civiltà è di nuovo ad una svolta decisiva. Una vera e propria guerra è stata nuovamente scatenata contro la nostra Patria, ma come abbiamo respinto il terrorismo internazionale abbiamo protetto gli abitanti del Donbass e garantito la nostra sicurezza.

Per noi, per la Russia, non esistono nazioni ostili e nemiche né ad Occidente né ad Oriente. Come la stragrande maggioranza delle persone sul pianeta vogliamo un futuro pacifico, libero e stabile.

Crediamo che qualsiasi ideologia di superiorità sia intrinsecamente ripugnante, criminale e mortale. Tuttavia, le élite globaliste occidentali continuano a parlare della loro esclusività, a mettere le persone l'una contro l'altra e a dividere le società, a provocare conflitti sanguinosi e colpi di stato, a seminare odio, russofobia, nazionalismo aggressivo, a distruggere la famiglia e i valori tradizionali che rendono umana una persona. E tutto per continuare a dettare, imporre la loro volontà, i loro diritti, le loro regole e, in sostanza, un sistema di rapina, violenza e soppressione dei popoli.

Sembrano aver dimenticato a cosa ha portato la folle pretesa nazista di dominare il mondo. Hanno dimenticato chi ha sconfitto questo male mostruoso e totale, chi ha difeso la propria Patria e non ha risparmiato la propria vita per la liberazione dei popoli europei.

Vediamo come in diversi Paesi vengano distrutti senza pietà e con freddezza i monumenti ai soldati sovietici, vengano demoliti i monumenti ai grandi comandanti, si crei un vero e proprio culto dei nazisti e dei loro collaboratori e si cancelli e si falsifichi la memoria dei veri eroi. Questa profanazione delle imprese e delle vittime della generazione vittoriosa è anche un crimine, un palese revanscismo di coloro che hanno cinicamente e apertamente preparato una nuova campagna contro la Russia, che hanno riunito a questo scopo la feccia neonazista di tutto il mondo.

Il loro obiettivo - e qui non c'è nulla di nuovo - è quello di ottenere la disintegrazione e la distruzione del nostro Paese, di cancellare i risultati della Seconda Guerra Mondiale, di rompere definitivamente il sistema di sicurezza globale e il diritto internazionale, di strangolare qualsiasi centro sovrano di sviluppo.

L'ambizione eccessiva, l'arroganza e il permissivismo portano inevitabilmente alle tragedie. Questa è la ragione della catastrofe che sta vivendo il popolo ucraino. È diventato ostaggio del colpo di Stato e del regime criminale dei loro padroni occidentali, una merce di scambio per l'esecuzione dei loro piani crudeli ed egoistici.

Ricordiamo e onoriamo le imprese dei combattenti cinesi nella battaglia contro il militarismo giapponese.

Sono convinto che l'esperienza di solidarietà e partenariato negli anni di lotta contro la minaccia comune sia la nostra inestimabile eredità. È un solido pilastro in un momento in cui il movimento irreversibile verso un mondo multipolare più giusto, basato sui principi della fiducia e della sicurezza indivisibile e sulle pari opportunità per lo sviluppo originale e libero di tutti i Paesi e i popoli, stia guadagnando slancio.

È molto importante che i leader della Comunità degli Stati Indipendenti si siano riuniti qui a Mosca oggi. Lo considero un atteggiamento di gratitudine verso l'impresa d'armi dei nostri antenati: hanno combattuto insieme e hanno vinto insieme - tutti i popoli dell'URSS hanno contribuito alla vittoria comune.

Lo ricorderemo sempre. Chiniamo il capo davanti alla memoria sacra di tutti coloro che sono stati uccisi dalla guerra, davanti alla memoria di figli, figlie, padri, madri, nonni, mariti, mogli, fratelli, sorelle, parenti e amici.

Chiedo un minuto di silenzio.

(Minuto di silenzio.)

Stimati cittadini della Russia!

Le battaglie decisive per i destini della nostra Madrepatria sono sempre state nazionali, popolari e sacre. Siamo fedeli ai voleri dei nostri antenati e comprendiamo profondamente e chiaramente cosa significhi essere degni delle altezze delle loro conquiste militari, del lavoro e morali.

Siamo orgogliosi dei partecipanti all'Operazione militare speciale, di tutti coloro che combattono in prima linea che, sotto il fuoco riforniscono il fronte, salvano i feriti. Non c'è causa più grande del vostro lavoro in combattimento. La sicurezza del nostro Paese, il futuro del nostro Stato e del nostro popolo dipendono da voi. State compiendo il vostro dovere militare con onore, state combattendo per la Russia. Le vostre famiglie, i vostri figli e i vostri amici sono dietro di voi. Vi stanno aspettando. Sono sicuro che sentite il loro amore sconfinato.

L'intero Paese si è mobilitato per sostenere i nostri eroi. Tutti sono pronti ad aiutarvi e a pregare per voi.

Compagni! Amici, cari veterani!

Oggi ogni famiglia onora i veterani della Grande Guerra Patriottica, ricorda i suoi parenti, i suoi eroi, depone fiori ai monumenti di guerra.

Siamo sulla Piazza Rossa, sul terreno che ricorda i miliziani di Jurij Dolgorukijy e Dmitrij Donskoj, le milizie di Minin e Pozharskij, i soldati di Pietro il Grande e Kutuzov, le parate del 1941 e del 1945.

Oggi i partecipanti all'operazione militare speciale sono i quadri delle forze armate e coloro che si sono uniti alle forze armate durante la mobilitazione parziale, i soldati dei corpi di Lugansk e Donezk, le molte unità di combattimento volontarie, i membri della Guardia nazionale russa, del Ministero degli Interni, dell'FSB, del Ministero delle Emergenze e di altri servizi e agenzie speciali.

Saluto tutti coloro che stanno combattendo per la Russia sul campo di battaglia e che sono in servizio.

Durante la Grande Guerra Patriottica, i nostri eroici antenati hanno dimostrato che non c'è nulla di più forte, potente e affidabile della nostra unità. Non c'è nulla al mondo più forte del nostro amore per la Madrepatria.

Per la Russia! Per le nostre valorose Forze Armate! Per la vittoria!

Ura!

 

http://kremlin.ru/events/president/news/71104