domenica 3 novembre 2019

Sulla situazione in Ucraina



Intervento del vice Rappresentante permanente della Federazione russa V.Yu. Zheglov nella riunione del Consiglio permanente dell'OSCE sulla situazione in Ucraina e la necessità di attuare gli accordi di Minsk

Vienna, 31 ottobre 2019


Egregio Signor Presidente,

gli eventi degli ultimi giorni indicano una situazione molto controversa in Ucraina. La Missione speciale di monitoraggio dell'OSCE in Ucraina (SMM) segnala nuove vittime e distruzioni. Il 24 ottobre due riparatori di condutture dell'acqua sono rimasti feriti vicino alla stazione di pompaggio di Kondrashevskaja vicino a Lugansk. Il 25 ottobre un residente locale di 50 anni è stato ferito nella sua casa nel villaggio di Minetsnoje a Donezk. Il bombardamento di aree residenziali in alcune aree delle regioni di Donezk e Lugansk ha danneggiato alcune abitazioni. Per la quindicesima volta dall'inizio di quest'anno la medesima scuola di Zolotoe5 / Michailovka è stata colpita. Tutto questo è il prezzo che la popolazione civile del Donbass paga per l'operazione militare in corso da parte di Kiev ed il ritardo nell'attuazione degli accordi di Minsk.
La speranza di migliorare la situazione dà la ripresa delle misure volte ad eliminare le violazioni nell’area di dispiegamento di forze e mezzi a Zolotoe. 29 ottobre l’SMM ha riferito l'inizio del processo di rimozione ati di armamenti e personale dalle posizioni detenute all'interno dell’area. E dai dati della missione non si evince che la parte Ucraina abbia inviato alcuna notifica dell'intenzione di procedere alla rimozione, come previsto dal programma concordato. Comunque sia, questo è solo il primo passo verso l'attuazione pratica degli accordi raggiunti tra Kiev, Donezk e Lugansk nella riunione del gruppo di contatto a Minsk il 1° ottobre scorso. È necessario mettere in atto efficacemente questo processo nell’altra area concordata di Petrovskij. Ci aspettiamo che la rimozione in entrambe le aree si svolgerà senza indugio entro i termini assegnati dal gruppo di contatto durante la verifica della SMM. È importante che alla fine, all'interno delle aree di rimozione non rimangano ne attrezzature militari, ne personale armato con armi da fuoco che sarebbero in grado di interrompere il «regime di silenzio».
La rimozione - un positivo segnale sulla prontezza verso un'ulteriore riduzione. Ma certo ricordiamo quanto convincentemente i rappresentanti ucraini abbiano cercato di presentare in modo convincente la giustificazione del fallimento delle attività di rimozione a Zolotoe tre settimane fa. Hanno riferito della necessità di rispettare i termini del periodo preliminare di sette giorni di "completa tregua". Fu presentato da loro, all'improvviso ed unilateralmente, il giorno in cui iniziarono le attività di rimozione. Come si è scoperto, nei piani delle di rimozione delle autorità sono intervenuti i nazionalisti ucraina. Come sapete, i radicali sono arrivati ​​a Zolotoe con armi e un preciso obiettivo: non permettere non solo la rimozione, ma in generale l'ulteriore attuazione degli accordi di Minsk. Solamente dopo l'arrivo del presidente dell'Ucraina V. Zelenskij in questo villaggio la situazione è riuscita ad essere leggermente modificata.
Il fattore chiave per il successo nella sfera della sicurezza è il ripristino della fiducia. È importante capire che la reazione fiacca delle autorità ucraine alle azioni dei radicali non contribuisce a questo. Sono richiesti volontà politica ed un approccio coerente e responsabile all'adempimento degli obblighi. Un ruolo importante qui spetta alla SMM, che deve monitorare attentamente ed indicare in dettaglio nei suoi rapporti le azioni distruttive dei nazionalisti. È da tempo necessario un Rapporto tematico su questo argomento. Sollecitiamo altresì le pertinenti strutture dell'OSCE, compreso l'ODIHR, a focalizzare il tema delle manifestazioni di nazionalismo aggressivo in Ucraina.
Prosegue ad “incepparsi” il dialogo sulle questioni politiche della composizione (del conflitto ndt). I negoziatori ucraini nel gruppo di contatto hanno iniziato a "accartocciare" le discussioni, dando la precedenza alle questioni della sicurezza a scapito dei progressi sulla pista politica. Nuovi prerequisiti vengono proposti. Questo approccio contraddice gli accordi del Quartetto Normandia sulla necessità di avanzare simultaneamente nella risoluzione delle questioni politiche e di sicurezza.
Ricordo come la concessione di uno status speciale al Donbass e la sua determinazione legislativa, compresa l'attuazione della riforma costituzionale, sono alla base dell'intero processo di composizione. Kiev ha sottoscritto gli obblighi formali relativi nel "Pacchetto di Misure" di Minsk del 12 febbraio 2015. Ora, sullo sfondo della scadenza (è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019) della legge sullo status speciale del Donbass non ancora entrata in vigore, sentiamo le dichiarazioni di V. Zelenskij secondo il quale verrà varata una nuova legge. Allo stesso tempo, quando gli viene chiesto quali parametri principali assumerà, risponde di “non sapere nemmeno come sarà questa nuova legge". Ed il presidente della Verchovna Rada D. Razumkov collega completamente il destino della legge ad una convocazione del vertice nel "Formato Normandia".
Riteniamo inaccettabili i tentativi compiuti da Kiev di spostare la responsabilità dell'attuazione degli aspetti politici degli Accordi di Minsk sul "Formato Normandia". È controproducente rivedere le decisioni già concordate, sminuire il significato della lettera e dello spirito del "Pacchetto di Misure" di Minsk e gli sforzi del "Formato Normandia" a sostegno della sua attuazione.
Ogni giorno il conflitto comporta nuove sofferenze per il popolo del Donbass. Il governo ucraino prosegue nel blocco della regione. Mantenendo la situazione tesa nel Donbass, Kiev sembra agire nella logica di "né guerra, né pace". Ritardano pertanto la soluzione dei pressanti problemi umanitari. Le promesse di ritornare a pagare le retribuzioni sociali, ripristinare i collegamenti di trasporto e migliorare la capacità di attraversare, per i civili, la linea di contatto non sono state realizzate. Secondo quanto riconoscimento dalla Difensore civico per i diritti umani della Verchovna Rada, L. Denisova, solo nel periodo da giugno 2016 ad aprile 2018, Kiev deve ai pensionati del Donbass oltre 1,3 miliardi di dollari e fino ad oggi - ancora di più. In questa situazione, al fine di prevenire un ulteriore peggioramento della situazione umanitaria, la Russia continuerà a fornire assistenza umanitaria alla popolazione del Donbass. Oggi, 31 ottobre, un nuovo – ottantanovesimo - convoglio umanitario è stato inviato nella regione.
Esortiamo gli Stati Uniti e l'Unione europea ad indurre la leadership ucraina a compiere passi concreti verso la pace. Nel frattempo osserviamo solo il loro flirtare con il "partito della guerra" di Kiev, i persistenti tentativi di "adattare" l'Ucraina ad uno scontro geopolitico i cui parametri vengono disegnati all'estero. In questi giorni, il 30 e il 31 ottobre, si tengono a Kiev le riunioni del Consiglio Nord Atlantico della NATO e della Commissione Ucraina-NATO. Nonostante la mancanza di consenso nella società ucraina sui rapporti con l'alleanza, l'Ucraina sta testardamente cercando di imporre una falsa scelta geopolitica nelle categorie di pensiero di blocchi. Ciò porta a dividere le linee di demarcazione non solo in Europa, ma anche all'interno dell'Ucraina stessa.
Armamenti vengono consegnati dai paesi della NATO all’Ucraina. La scorsa settimana i media hanno riferito che Baykar-Makina stava fornendo droni Bayraktar-TB2. Vi esortiamo ad astenervi dall'esportare armi che potrebbero finire nel Donbass ed essere usate contro i civili.
Signor Presidente,
le iniziative legislative adottate in Ucraina negli ultimi anni testimoniano un attacco globale alla lingua russa e ai diritti dei residenti di lingua russa. Sotto divieto sono caduti materiali stampati provenienti dalla Russia, la trasmissione di opere dell'industria televisiva e cinematografica russa, sono state introdotte quote relative a spazi linguistiche nella televisione e in radio. Kiev continua la discriminazione linguistica ed educativa contrariamente alle richieste delle relative strutture internazionali. Tali azioni sono contrarie agli accordi di Minsk, accordi che garantiscono l'autodeterminazione linguistica per i residenti del Donbass dove oltre l'80% della popolazione usa il russo per le comunicazioni quotidiane. Pochi giorni fa il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, D. Mijatovich ha espresso la sua preoccupazione per la discriminazione linguistica in Ucraina e la mancanza di dialogo tra le autorità e la società sui diritti linguistici.
La situazione della Chiesa ortodossa ucraina rimane difficile. Le sue chiese continuano ad essere attaccate. Il 31 ottobre la chiesa del Santo Aleksandr Nevskij è stata profanata nel villaggio di Nevskoe nella parte controllata di Kiev della regione di Lugansk.
Ed ancora Fino ad ora l'odioso sito internet “Mirotvorec” ha operato da server situati negli Stati Uniti. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente affermato che ciò viola la presunzione di innocenza e il diritto alla privacy. Di recente il vice presidente della missione di osservazione delle Nazioni Unite in Ucraina, Benjamin Moreau, ha ribadito la raccomandazione di interrompere l’attività di questo sito. Una richiesta simile è stata avanzata da altri rappresentanti della comunità internazionale, incluso il governo tedesco. Il problema è stato portato all'attenzione della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'altro giorno il rappresentante dell'Ucraina presso la CEDU è stato segnalato il fallimento delle scuse delle autorità ucraine che presumibilmente "non hanno alcuna influenza" sul lavoro del sito in questione.
In conclusione. Le recenti indagini sul pensiero dell'opinione pubblica in Ucraina indicano come i suoi abitanti siano in attesa di azioni più attive delle autorità per avvicinarsi alla pace in Donbass. Il percorso per questo è ben noto – la piena attuazione del «Complesso di Misure" di Minsk del 12 febbraio 2015 approvato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Grazie per l’attenzione


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