domenica 25 agosto 2013
giovedì 22 agosto 2013
La bandiera simboleggia la vittoria del nostro Paese – Arshinova
In Russia il 22
agosto si festeggia il Giorno della Bandiera nazionale
La Bandiera russa
simboleggia la vittoria dello Stato in vari campi, ha detto la Vicepresidente
del Comitato della Duma per l'istruzione, membro del Presidium del Consiglio
Generale di "Russia Unita" Alena Arshinova.
Il
Giorno della Bandiera nazionale si festeggia il 22 agosto. Proprio in questo
giorno, nel 1991, fu ripristinato il tricolore russo. Nel 1994 il Presidente
russo emanò il Decreto (Ukaz) dullo status del 22 agosto quale Festa nazionale.
«La
bandiera è un simbolo del nostro Paese. Prima di tutto è un simbolo
di vittoria per noi. Ci
rallegriamo delle nostre vittorie, onoriamo i nostri vincitori» - ha detto in un commento la Arshinova a er.ru
A parere della
Deputata, la Russia ha bisogno di molti successi in vari campi. «È
molto importante per allargare il mondo russo, per rappresentare i nostri
interessi il più possibile. Abbiamo
bisogno di una vittoria nella scienza, nell'arte» - ha
detto.
«In
questo giorno voglio augurare al nostro Paese prosperità. Anche
se questa bandiera garrisce da pochi anni
a causa di una serie di eventi storici, io vorrei vederla il più
possibile in occasione di eventi felici. Io
credo che alla vigilia delle Olimpiadi di Sochi è particolarmente importante. Mi
auguro che questa giornata nelle strade appaiano tanti tricolori»– ha concluso la Arshinova.
22 agosto 2013
IL “CAPITALE MATERNO” SARA’ DISPONIBILE PIU’ VOLTE
Ieri alla Duma di Stato è stato
presentato un disegno di legge
«Sulle misure supplementari di sostegno
statale per le famiglie con bambini»
I deputati con il disegno di
legge intendono estendere la concessione del “Capitale materno” illimitatamente.
Ora il programma ne prevede la scadenza il 30 dicembre 2016. Precedentemente vi
erano già state proposte per estendere il programma fino al 31 dicembre 2025. Irina
Sokolova, Vicepresidente della Commissione per la famiglia, le donne ed i
bambini, si è dichiarata a favore dell’iniziativa anche se con qualche
distinguo. «Questa è una questione che richiede
una discussione seria. Sono pienamente d'accordo con l'opinione di Vladimir
Putin che il Capitale materno dovrebbe avere lo scopo di sostenere le famiglie a
basso reddito e non tutte indistintamente, a prescindere dalla loro situazione
finanziaria, come avviene ora».
Un'altra innovazione individuata dai
parlamentari l'uguaglianza dei diritti fra uomini e donne. Oggi i
rappresentanti del sesso forte possono contare sul Capitale se sono gli unici ad
adottare il secondo o successivo figlio. In questo caso la somma non fa parte
della capitalizzazione pensionistica del padre. E’ stata individuata una
possibilità per risolvere questo problema, scrive PG (Rossijsskaja Gazeta).
Una terza iniziativa riguarda l’erogazione
ripetuta di tali fondi. Ora il Capitale di Maternità può essere concesso per il
terzo o successivo figlio nel caso in cui non è stato concesso o richiesto al
momento della nascita del secondo figlio. Il disegno di legge prevede la concessione
per la nascita o l'adozione del secondo, terzo e per i figli successivi. «Il Capitale Materno è estremamente costoso
per il bilancio federale demografico quale misura a sostegno demografico nel
nostro Paese», ricorda nell’intervista a Radio
FM Irina Sokolova. «Quest'anno, per la nascita o l'adozione di un secondo figlio nel suo
insieme erogherà una somma superiore ai 200 miliardi di rubli. Per quanto
riguarda il sostegno al terzo figlio, vorrei sottolineare come quasi tutte le Regioni
della Federazione Russa hanno stabilito un Capitale di Maternità regionale per
un importo che varia dai 50.000 ai100.000 rubli al fine di sostenere la nascita
o l‘adozione del terzo figlio. Oltre a ciò, nel 2013, per il terzo o successivo
figlio una famiglia fino al compmento del terzo anno del bambino riceve un
assegno mensile pari al salario minimo è si attesta a circa 6.500 rubli. Questo
per tre anni, la somma totale si attesta a circa 250 mila rubli»
Il Capitale Materno è stato introdotto
nel
2007. Ogni
secondo
o successivo figlio nato
da ai
genitori la possibilità di
ricevere una somma pari a 250.000
rubli.
Tale somma finora
è stata erogata unicamente nella forma di
un
Certificato
che
può essere utilizzato in una di queste tre direzioni
-
il
miglioramento delle condizioni di
vita materiale della famiglia,
l'educazione del bambino (compreso
il pagamento per la scuola materna),
o come
risparmio
previdenziale per la madre.
Ogni
anno
vi
è
l'indicizzazione
degli importi -
nel
2009, l'importo
si attestava a 312.000
rubli, nel
2013 a 409.000
rubli,
nel
2014 potrebbe
arrivare
a
430 mila rubli.
mercoledì 21 agosto 2013
Atletica, i giovani russi sul tetto del mondo
19 agosto 2013 Victor Colmenarejo, Russia
Oggi
Con sette medaglie iridate, per la prima volta nella
storia dei Mondiali, i campioni della Federazione a Mosca battono gli Usa,
mentre l’età media dei vincitori si abbassa sempre di più
Per
la prima volta la Russia ha battuto gli Stati Uniti nei Mondiali di atletica,
portando a casa sette ori, a fronte dei sei degli americani. Ma, al di là delle
vittorie che hanno rimpinguato il medagliere russo, la notizia più positiva per
l’atletica della Federazione, all’indomani della chiusura dei Campionati del mondo tenutisi a Mosca, è l’avanzare del
ricambio generazionale. Che ha portato sotto i riflettori un esercito di
giovani campioni, decisi a non scendere dal podio.
Sulle
orme dei risultati portati a casa alle Olimpiadi di Londra,
la Russia ha conquistato 17 medaglie e sette ori. Anche se molti dei
protagonisti nel corso degli ultimi mesi sono cambiati.
A
un anno di distanza da Londra 2012, l’età media degli atleti si è abbassata,
passando da 27 a 25 anni. Si contraddistinguono, poi, tre ori di soli 22 anni:
Menkov, Lashamanova e Ivanov.
In
questi Mondiali la disciplina più produttiva per la Russia è stata la marcia:
due ori e due argenti, per un’età media di 21 anni. A tutto ciò si sarebbe potuto
sommare anche un bronzo, se non fosse stato per la sfortunata squalifica di
Vera Sokolova, nella prova femminile dei 20 chilometri. Ad ogni modo, le
compatriote Lashmanova e Kirdyapkina hanno calcato i primi gradini del podio.
“Le russe sono irraggiungibili”, aveva dichiarato alla vigilia della gara la
ispano-ungherese Julia Takacs. E così è stato. Il dominio russo è stato
terribile, con un vantaggio di quasi un minuto sulla terza classificata, la
cinese Liu.
Difficili
invece i pronostici per quanto riguarda le prove maschili. Aleksandr Ivanov,
che con i suoi 20 anni ha debuttato nella massima competizione mondiale, ha
avuto il difficile compito di sostituire il compatriota Valery Borchin, oro nei
20 chilometri di marcia, fuori gara per una lesione. Il giovane Ivanov, con un
argento nel Mondiale juniores del 2012, ha risposto alla sfida agguantando la
medaglia iridata.
Oltre
a lui, Aleksandr Menkov, oro nel salto in lungo: è stata questa l’altra grande
rivelazione per la Russia in questi Mondiali. Per la prima volta, infatti, la
Federazione ha calcato il primo gradino del podio in questa disciplina. Il
22enne siberiano è arrivato in finale con relativa facilità: 27 centimetri di
distanza, grazie a un superbo salto di 8,56 metri con il quale ha polverizzato
il suo miglior risultato personale, anche se l’allenatore ha confessato che,
durante un’esercitazione, è arrivato a 8,70 metri.
In
questi Mondiali la Russia ha ottenuto diverse medaglie nelle prove di velocità,
particolarmente meritate visto che, per tradizione e genetica, solitamente
vengono vinte da Caraibi e Stati Uniti.
La
squadra maschile che ha ottenuto il bronzo nella staffetta 4x400 (Vazhov,
Mosin, Krasnov e Kenig) ha un’età media di solamente 22 anni. Tra le sorprese
di questi Mondiali c’è anche il siberiano Sergei Shubenkov, anch’egli 22enne,
rivelatosi una vera e propria sorpresa nella gara dei 110 ostacoli, un’altra
prova particolarmente difficile per l’atletica russa.
Dmitri
Tarabin, 22 anni, di origine moldava ma passaporto russo, è chiamato a dominare
il lancio del giavellotto per i prossimi anni. Con tutti i grandi nomi di
questa disciplina che si avvicinano ormai alla trentina (Thorkildsen, Pitkamaki
e Vesely), il futuro è suo. E anche il presente.
Nonostante
il finale dal sapore amaro, Tarabin ha ottenuto il bronzo ai Mondiali, con
86,23 metri: due metri in meno rispetto al suo miglior risultato dell’anno, con
il quale si sarebbe aggiudicato l’oro. Nell’ultima giornata dei Campionati,
Tarabin è stato avvistato tra gli spalti del Luzhiniki, quasi a bordo pista,
mentre seguiva la finale femminile di giavellotto, dove gareggiava Masha
Abakumova, la sua fiamma, di quattro anni più grande di lui.
Le
17 medaglie vinte dalla Russia in questi Mondiali non sono state quindi
casuali. Ma sono il riflesso dell’attuale livello dell’atletica in questo
Paese: Elena Isinbayeva, Anna Chicherova e Natalia Antyukh hanno sicuramente ottimi successori. Il
futuro dell’atletica nell’élite mondiale è garantito.
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