martedì 25 febbraio 2014

Il governo che si sta formando in Ucraina sta violando le intese raggiunte 

 




I nazionalisti e radicali in Ucraina stanno tentando di approfittare della situazione critica creatasi nel Paese per raggiungere i loro interessi, ignorando l’opinione della maggioranza della popolazione. La Russia ritiene il suo compito principale quello di dare una mano d’aiuto al popolo fratello. La riforma costituzionale deve essere il punto di partenza della storia contemporanea dell’Ucraina.

È quanto ha dichiarato oggi il titolare del Ministero degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov nel corso della una conferenza-stampa svoltasi al termine del suo incontro con il ministro degli esteri del Lussemburgo.

La Russia sottolinea che non intende ingerirsi negli affari interni dell’Ucraina, ma Sergej Lavrov ha ricordato che gli ucraini sono un popolo fratello e la Parte russa è pronta a fornire assistenza nella soluzione della crisi. Lavrov lo ha dichiarato oggi parlando con i giornalisti:

Il nostro compito principale è quello di dare una mano d’aiuto al popolo ucraino. Stiamo aspettando la formazione del nuovo governo, il suo programma. Oltre alla componente politica c’è anche quello finanziario – vogliamo che i nostri soldi siano usati per l’attuazione delle reali riforme in Ucraina.

Attualmente la parte russa sta tentando di capire come il governo che si sta formando in Ucraina vede la conduzione della riforma costituzionale.

L’accordo del 21 febbraio prevede che una simile riforma dovrà essere realizzata entro il prossimo settembre, solo dopo di ciò entro la fine dell’anno si dovranno svolgere le elezioni presidenziali. Per il momento abbiamo sentito solo la decisione di coloro che stanno varando nuove leggi alla Rada Suprema, decisione secondo cui le presidenziali si svolgeranno il 25 maggio. È una deviazione dalle intese raggiunte.

Il capo della diplomazia russa ha constatato anche le dubbie riforme degli ultimi giorni. Riforme che prevedono, in particolare, l’interdizione in Ucraina dell’attività dei mass-media dei paesi che non partecipano alla convenzione europea sull’attività dei mass-media tra cui quelli russi. Sergej Lavrov ha ricordato anche l’abolizione della legge sulle lingue per cui la lingua russa ed altre lingue regionali hanno perduto il loro status ufficiale:

Siamo interessati ad impedire l’influenza dei radicali e nazionalisti che stanno tentando di avvalersi degli attuali avvenimenti per adottare delle decisioni atte ad arrecare un danno ad una notevole partee della popolazione dello Stato ucraino.

Sergej Lavrov ha espresso particolare preoccupazione per le minacce dei radicali di organizzare una marcia sulle regioni del paese i cui abitanti non accettano i metodi dell’opposizione. A sua volta, il Ministro degli esteri del Lussemburgo Jean Asselborn ha detto che occorre combattere le manifestazioni dell’estremismo in tutto il mondo. Non abbiamo il diritto di sostenere gli estremisti, quelli che fanno ricorso alla forza, i nazisti. La riconciliazione nazionale deve avvenire tra tutti gli ucraini che detestano l’uso della forza, la violenza, l’estremismo, al fine di recuperare l’Ucraina,- ha sottolineato Asselborn.


 

Lavrov. La Russia non si intromette negli affari dell'Ucraina

 

Mosca non s’intromette nella situazione in Ucraina e si aspetta lo stesso dagli altri Paesi, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.

“Abbiamo confermato la nostra posizione principale di non intrometterci negli affari interni dell'Ucraina. Speriamo che tutti seguano simile logica”, ha detto il ministro.

In precedenza martedì il Presidente russo Vladimir Putin ha tenuto una riunione operativa con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza della Russia. Durante la seduta si è discusso lo sviluppo della situazione in Ucraina.

http://italian.ruvr.ru/news/2014_02_25/Lavrov-La-Russia-non-si-intromette-negli-affari-dellUcraina-6301/

 



Putin: la critica alle Olimpiadi ha raggiunto il risultato opposto

Il presidente russo Vladimir Putin ritiene che le critiche alle Olimpiadi di Sochi hanno raggiunto il risultato opposto - il mondo ha visto una Russia nuova e aperta alla cooperazione

 

In un'intervista i canali televisivi nazionali il Capo di Stato russo ha esortato a considerare che la critica è diversa. "Abbiamo sempre lavorato in tutti questi anni a livello di critica ma questa era soprattutto una critica costruttiva, costruttiva e molto franca con i rappresentanti del Comitato olimpico internazionale" informa la ITAR- TASS riportando le parole del Presidente. In particolare, egli ha ringraziato gli ex dirigenti e quelli attuali del CIO Jacques Rogge e Thomas Bach, nonché il Presidente della Commissione di Coordinamento del CIO Jean - Claude Killy e il Direttore esecutivo Gilbert Felli

"Sono i primi passi per mostrarci dove andare, come costruire questo programma sia in termini di organizzazione che in termini di pianificazione, ed anche in termini di costruzione. Credo che senza una critica ed un sostegno amichevole, che tutti avremmo fatto certamente, ma se siamo riusciti a fare questo ad un livello qualitativo, parlando francamente, anche nel dubbio perché è stata una grande esperienza, che hanno i nostri amici del CIO e che noi non avevamo, " ha detto Putin.

Tuttavia, il Presidente ha ricordato la critica di altro tipo. Secondo il Presidente, la critica aggressiva a fatto rumore. A suo avviso, ciò significa che i nostri colleghi stranieri hanno raggiunto un risultato contrario. E al contrario hanno ottenuto una bella Olimpiade



lunedì 24 febbraio 2014




Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Federazione Russa sugli eventi in Ucraina


24-02-2014

In Russia siamo estremamente preoccupati per la situazione in Ucraina.

Negli ultimi giorni nella capitale ed in diverse altre città del paese stanno combattendo teppisti militarizzati, militanti delle organizzazioni ultra-nazionaliste contro le autorità incaricate dell'applicazione della legge che stanno proteggendo la sicurezza dei civili inermi e gli interessi dello Stato.

L’Accordo sulla risoluzione della crisi in Ucraina del 21 febbraio non è rispettato nonostante il fatto che la sua firma è stata attestata dai Ministri degli esteri di Germania, Francia e Polonia e gli Stati Uniti, Unione Europea ed altri organismi internazionali abbiano salutato positivamente questo documento.

I paramilitari non sono stati disarmati, si rifiutano di lasciare le strade delle città, controllano in realtà gli edifici pubblici e proseguono le azioni violente.

Sorprende che un certo numero di politici europei si siano affrettati a sostenere l'annuncio delle elezioni presidenziali in Ucraina in maggio di quest’anno anche se l'accordo del 21 febbraio prevede che le elezioni dovrebbero essere tenute solo dopo il completamento della riforma costituzionale. E' chiaro che al successo di questa riforma dovrebbero partecipare tutte le forze politiche in Ucraina e tutte le regioni del paese ed il suo esito messo in voto da un referendum popolare. Siamo convinti della necessità di far fronte pienamente alle preoccupazioni dei Deputati delle regioni orientali e meridionali dell'Ucraina, della Crimea e Sebastopoli ascoltate nel Congresso di Karchov il 22 febbraio.

Nutriamo una profonda preoccupazione per la legittimità dell'azione nella Verchovna Rada dell'Ucraina. Rievocazione in realtà solo di una "convenienza rivoluzionaria", la vengono stampate "decisioni" e "leggi" comprese quelle volte a violare i diritti umani delle minoranze nazionali russe e di altre minoranze che vivono in Ucraina.

Si scandisce il divieto assoluto dell’uso della lingua russa, la liquidazione di partiti ed organizzazioni, la chiusura di media indesiderati, la rimozione dei divieti sulla promozione dell'ideologia neo-nazista.
Si intraprende un percorso dittatoriale e talvolta con metodi terroristici si sopprime il dissenso nelle varie regioni d'Ucraina.

Sono state sentite minacce contro santuari ortodossi.

Radicali nazionalisti continuano a irridere i monumenti in diverse città ucraine e in alcune capitali europee ed i loro sostenitori profanano monumenti ai soldati sovietici.

Questi sviluppi minano l'accordo del 21 febbraio, screditano i suoi promotori e garanti, costituiscono una minaccia alla pace civile, alla stabilità e alla sicurezza dei cittadini e della società.

Si deve sottolineare come la posizione di alcuni dei nostri partner occidentali non si preoccupi per la sorte di Ucraina, ma sia unicamente un calcolo geopolitico unilaterale. Non si sentono valutazioni sulle azioni criminali degli estremisti, tra cui le manifestazioni neo-naziste ed antisemite. Inoltre, consapevolmente o inconsapevolmente si incoraggiano tali azioni. Si crea l'impressione che l'accordo del 21 febbraio, con il tacito consenso dei suoi sponsor esterni venga utilizzato solo come copertura per promuovere l0 scenario di un cambiamento forzato di potere in Ucraina attraverso la creazione di "fatti sul terreno", senza alcun desiderio di cercare consenso dell’intera Ucraina sulla riconciliazione nazionale. Particolarmente inquietante si dimostrano i tentativi di disegnare questa linea nei confronti delle organizzazioni internazionali, tra cui il Segretariato delle Nazioni Unite.

Invitiamo tutti coloro che sono coinvolti nella crisi in Ucraina ad esercitare la massima responsabilità e prevenire un ulteriore degrado della situazione, il ritorno nell’alveo giuridico, crisi difficile da fermate e che oscilla sul potere degli estremisti













Dmitrij Medvedev ha messo in discussione la legittimità delle autorità in Ucraina

Il primo ministro Dmitry Medvedev ha messo in discussione la legittimità di una parte delle autorità in Ucraina, informa ITAR-TASS.






"La legittimità di una parte di organi del potere che operano la è in serio dubbio" ha detto il Capo del Governo nel corso di un incontro con i giornalisti. Tuttavia, egli ha osservato che tutti gli accordi tra Russia e Ucraina, che sono giuridicamente vincolanti, saranno rispettati.

Dmitrij Medvedev ha negato le voci secondo le quali l'ex Primo Ministro ucraino Nikolaj Azarov si trovi in territorio russo. "Io personalmente non ho questa informazione, ma ognuno ha il diritto di scegliere il proprio luogo di residenza, tra cui l'ex Primo Ministro dell'Ucraina" ha detto il Capo del Consiglio dei Ministri.

Il Primo Ministro ha anche commentato il richiamo dell'ambasciatore russo a Kiev. Secondo lui questo passaggio significa che le autorità russe non hanno una chiara comprensione di ciò che sta accadendo in Ucraina, affermando inoltre che la vita e la salute dei cittadini russi residenti in quel paese sono in pericolo. Il Capo del Governo ha detto che la Russia riprenderà la cooperazione con l'Ucraina solo quando ci sarà formata una nuova legittima autorità.

Ricordiamo che recentemente Kiev ha nuovamente visto un ondata di disordini. Dall'inizio degli scontri sono morte 82 persone. Si sono rivoti alle strutture mediche 645 feriti. Nel Paese è in corso la fase finale di un colpo di stato.


http://www.rg.ru/2014/02/24/medvedev-anons.html