mercoledì 29 gennaio 2020

In Ucraina autista di autobus licenziato a causa di una trasmissione in lingua russa





In Ucraina autista di autobus licenziato a causa di una trasmissione in lingua russa


MOSCA, 29 gennaio – RIA Novosti  Una compagnia ucraina di trasporto ha licenziato un autista che si era rifiutato di spegnere una trasmissione in lingua russa durante un viaggio come richiesto da due passeggere. Lo ha riferito il canale televisivo "Gromadske".

"Questo autista terminerà la sua carriera presso la nostra compagnia non appena tornerà dal viaggio" ha dichiarato il rappresentante dell’azienda.

Si è anche scusato assicurando che questo è stato il primo incidente di questo tipo nell’attività dell'azienda e ha promesso di risarcire le passeggere del costo dei biglietti.

Del recente incidente nell’autobus Lutsk – Kiev ha parlato la volontaria ucraina Jarina Chernoguz. Durante il viaggio ha chiesto al conducente di spegnere la trasmissione in lingua russa, ma l’autista si è rifiutato e le ha chiesto di chiedere il parere degli altri passeggeri. La maggior parte è rimasta in silenzio, mentre una passeggera ha detto che non le importava in che lingua fosse la trasmissione e ha definito le due ragazze assassine che vanno in guerra.

Di conseguenza la Chernoguz e la sua compagna sono scese in mezzo alla strada ed hanno  raggiunto Kiev in autostop.

Da metà luglio in Ucraina è in vigore la legge "Garantire l’uso della lingua ucraina come lingua di stato" che prevede l'uso esclusivo della lingua ucraina in quasi tutti gli ambiti della vita.

Nel paese si verificano regolarmente conflitti sulla lingua. Così la scrittrice Larisa Nitsa ha fatto uno scandalo su una guida che parlava russo e l'ex deputata Irina Farion ha chiesto violenza contro gli ucraini di lingua russa.


martedì 28 gennaio 2020

Riconosciuta da parte del governo tedesco la responsabilità morale per i crimini commessi dai nazisti



Commento del Dipartimento Informazione e stampa del MID della Russia in relazione all’inizio della realizzazione del gesto umanitario da parte del governo della Repubblica federale di Germania verso i cittadini sopravvissuti all’Assedio di Leningrado


Oggi, 27 gennaio 2020, nel giorno del 76° anniversario della completa liberazione di Leningrado dall’Assedio nazista, il Comitato per le relazioni esterne del governo di San Pietroburgo ed il Ministero degli affari esteri della Repubblica federale di Germania hanno firmato l’accordo quadro "Dichiarazione congiunta di intenti" sull'attuazione del gesto umanitario volontario del governo della Repubblica federale di Germania indirizzato ai sopravissuti all’Assedio di  Leningrado, accordo che fissa i principi amministrativi e giuridici di base per l'attuazione pratica di questa iniziativa da parte tedesca.
È stato inoltre concluso un "Accordo di cooperazione tecnica" quadro che regola una serie di aspetti finanziari e organizzativi di questo processo.
Inizia l'attuazione pratica dell'accordo riportato nella Dichiarazione congiunta del Ministro degli affari esteri della Russia S.V. Lavrov e del Ministro federale degli affari esteri della Germania H. Maas del 27 gennaio 2019. Ciò è stato preceduto da negoziati con la parte tedesca, condotti attraverso il ministero degli Esteri russo con la partecipazione dell'amministrazione di San Pietroburgo.
Nell'ambito del progetto il governo della RFG ha stanziato 12 milioni di euro per la modernizzazione dell’ '"Ospedale per i veterani di guerra" di San Pietroburgo, compresa la fornitura di attrezzature mediche per la riabilitazione e un modulo per la sterilizzazione. Inoltre in città sarà aperto un centro di incontro fra i sopravvissuti all’Assedio ed i giovani e la popolazione, anche dalla Germania. In questa decisione vediamo prove evidenti del riconoscimento da parte del governo tedesco della responsabilità morale per i crimini commessi dai nazisti.
Presumiamo che questa azione volontaria del governo della Repubblica Federale Tedesca non solo migliorerà la qualità dell'assistenza medica per i sopravvissuti all’Assedio attualmente viventi e residenti a San Pietroburgo, ma servirà anche alla causa della riconciliazione storica tra i popoli di entrambi i paesi, in particolare in vista del 75° anniversario della Vittoria che sarà celebrata nel 2020 e la fine della seconda guerra mondiale in Europa.
Allo stesso tempo riaffermiamo la posizione di principio secondo la quale il gesto umanitario volontario del governo della Repubblica federale di Germania non chiude la questione del riconoscimento da parte tedesca di risarcimenti individuali a tutti i sopravvissuti all’Assedio attualmente in vita, indipendentemente dalla loro nazionalità. I negoziati su questo tema continueranno.


lunedì 27 gennaio 2020

Come le truppe sovietiche liberarono Auschwitz



Non hanno usato l'artiglieria, ma attaccarono con i medici: come le truppe sovietiche liberarono Auschwitz


Nel pianificare l'operazione Vistola-Oder, nell'autunno del 1944, il compito di liberare Auschwitz non fu prefissato. A giudicare dai rapporti del Capo Dipartimento politico della 60a Armata del 1° Fronte ucraino le nostre truppe scoprirono l'esistenza del campo solamente il 20 gennaio 1945.
Enormi falò, fumo denso e odore di carne bruciata, insieme ad indagini svolte presso residenti locali, testimoniarono che davanti a loro non c’era una normale fabbrica della morte.L'operazione Vistola-Oder iniziò prima del previsto. Durante l'offensiva il comandante della 60a armata, Pavel Alekseevich Kurochkin, cambiò la direzione dell'attacco principale della 100a divisione fucilieri inviandola ad Auschwitz.
Il 24–25 gennaio 1945, le filiali orientali (campi di lavoro) di Monowitz e Zaraz furono liberate; il 26-27 gennaio 1945 - la città di Oświęcim; il 26 gennaio 1945 - Babice e Birkenau. Il 27 gennaio 1945, il campo di concentramento di Auschwitz (Oświęcim) fu liberato. Gli uomini delle SS e le truppe della Wehrmacht resistettero ferocemente. 231 soldati e ufficiali sovietici morirono nelle battaglie per il campo e le sue filiali.
Uno dei partecipanti alla liberazione del campo, il comandante dell’arma, ricorda: “Questa è stata l'unica battaglia in cui la mia pistola non ha sparato. Abbiamo pensato alla vita dei prigionieri".
La commissione medico-legale speciale che esaminò 2.819 prigionieri salvati dopo la liberazione del campo concluse che 2.189 di loro si ammalarono a causa della malnutrizione e 233 erano ammalati di tubercolosi polmonare.Dai ricordi di Vasilj Vasil’evich Gromadskij (nel 1945 era un tenente, comandante di plotone): "non avevamo idea di ciò che avevamo scoperto. Non sapevamo nulla dell'esistenza di un campo di concentramento vicino ad Oświęcim e, ancor più, non sapevamo cosa stava succedendo lì. C'era un cancello con una serratura, non sapevamo nemmeno se fosse stato l'ingresso centrale o qualsiasi altra cosa.
Ho ordinato di scardinare il lucchetto. Non c'era nessuno. Dopo duecento metri vediamo i prigionieri correre verso di noi, 300 persone vestite a strisce. Eravamo allertati, ci avevano avvertito che i tedeschi si stavano cambiando ... Ma erano davvero prigionieri.
Piangevano, ci hanno abbracciato, una donna ha cercato di trattare con noi con dello zucchero. Ci dicevano che in quel posto avevano ucciso milioni di persone. Ricordo ancora, ci dissero che 12 vagoni furono inviati da Oświęcim di sole carrozzine per bambini. Ci hanno mostrato il camino del crematorio e ci hanno detto che li bruciavano le persone. Volevano che esplorassimo il campo. Ho appena guardato in una baracca".
Nelle prime ore e giorni di libertà oltre 4.500 prigionieri hanno ricevuto cure mediche. Uno di questi fu l'ebreo tedesco Otto Frank, padre della famosa Anne Frank. Nella sua prima lettera a sua madre, datata 23 febbraio 1945, Otto Frank scrisse che i russi lo avevano liberato e se ne erano andati. Tra i liberati c'erano lo scrittore italiano di fama mondiale Primo Levi ed il famoso fisiologo ungherese Geza Mansfeld.
I medici hanno preso d'assalto il campo insieme ad unità avanzate, un'eccezione alla regola. Nelle memorie di Otari Nikolaevich Amaglobeli, leggiamo: "Certo, avevamo sentito parlare di Oświęcim, ci sono stati discorsi ... La difficoltà era che né l'artiglieria né gli aerei erano grado di aiutare l‘obiettivo: i prigionieri. E gli uomini delle SS hanno resistito fino all'ultimo ...Sino al fronte non ho visto un solo morto, poi ne ho visti abbastanza. Ma ad Auschwitz - peggio di vedere morti. Non erano persone, si stavano semplicemente muovendo ...
Siamo rimasti nel campo per tre giorni, non solo i medici, ma tutti i nostri soldati si sono presi cura di loro, abbiamo tagliato le lenzuola per fare delle bende, li abbiamo nutriti e dissetati".La mortalità tra i pazienti dell'ospedale mobile di Auschwitz c’era, ma non elevata. I medici riuscirono a salvare la maggior parte dei prigionieri liberati; i più gravi furono trasferiti per cure ospedaliere post emergenza all'ospedale militare sovietico per feriti leggeri, situato nelle vicinanze.
Nel 1985 il francese Marcel Paul, presidente del Comitato degli ex prigionieri di Auschwitz, parlando ad una manifestazione antifascista, disse queste parole: “Allora ero un prigioniero e, naturalmente, non pensavo nemmeno che ci fosse una qualsiasi divisione e che ci avrebbe liberati. Ma anche se questa non avesse avuto altri meriti, non avesse fatto nient'altro in guerra, fatta eccezione che la liberazione dei prigionieri di Auschwitz-Birkenau, solo questo sarebbe bastato perché il nome di questa divisione entrasse nella storia della Seconda Guerra Mondiale".

AMBASCIATORE RAZOV IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA



Articolo dell'Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Sergey Razov, pubblicato sul giornale "La Stampa" in occasione del Giorno Internazionale della Memoria delle Vittime dell'Olocausto e della Liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, 27/01/2020 

 



Ogni anno, il 27 gennaio, molti paesi in tutto il mondo organizzano iniziative commemorative della Giornata internazionale della memoria delle vittime dell'Olocausto. Fu in questa data che, 75 anni fa, l'Armata Rossa liberò i prigionieri del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau.


Con l'Olocausto - una delle pagine tragiche della storia della Seconda Guerra Mondiale - l'ideologia nazista dell'odio ha raggiunto il suo culmine mietendo decine di milioni di vittime, ebrei e non, rinchiusi nei campi di concentramento di Hitler. Tra loro centinaia di migliaia di nostri connazionali e di cittadini italiani.


Nell'epoca del mio lavoro in Polonia in qualità dell'Ambasciatore della Russia mi è capitato visitare il campo di concentramento Auschwitz-Birkenau. Questo posto fa l'impressione molto pesante, opprimente. Basta venirci una volta per prendere coscienza di cose orribili che vi facevano nazisti e di quali torture hanno dovuto affrontare i loro prigionieri. L'anima dell'uomo non può rimanere indifferente alla tragedia di milioni di vittime di campi di sterminio. Sono convinto che tali crimini non debbano essere dimenticati. La loro memoria è un solido baluardo contro il ripetersi in futuro di simili eventi e le manifestazioni di antisemitismo e xenofobia.


Gli orribili crimini avvenuti nel campo di concentramento di Auschwitz- Birkenau sono documentati dalle memorie dei liberatori dell’Armata Rossa. Solo 3 mila persone circa vi sono sopravvissute, stremate dalla fame e da condizioni di detenzione disumane. Entrando nel lager, i soldati sovietici videro all'aperto una "montagna" di scarpe per bambini ed enormi sacchi di capelli, muta testimonianza dell'annientamento delle persone da parte della macchina della morte nazista.


La liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau fu una delle tappe della lotta dell'Unione Sovietica contro il nazismo. La liberazione dell'Europa centrale e orientale da parte dell'Armata Rossa ha impedito la strage di prigionieri in altri campi di concentramento e ha salvato i popoli europei dallo sterminio di massa.


Come ben noto i crimini dell'Olocausto non hanno risparmiato neanche l'ltalia. Secondo i nostri dati, solo ad Auschwitz c'erano circa 6000 cittadini italiani, di cui solo 363 sono sopravvissuti. L'ltalia condivide la posizione sull'inammissibilità della rinascita del nazismo e delle manifestazioni di antisemitismo e intolleranza in qualsiasi forma. Mi riferisco alla recente istituzione, su iniziativa della senatrice a vita L. Segre (che, per inciso, è sopravvissuta a diversi campi di concentramento ed è stata liberata nel maggio 1945 dalle truppe sovietiche) di una commissione parlamentare straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza per motivi etnici e religiosi.


I partigiani italiani hanno coraggiosamente combattuto nelle file della Resistenza per liberare il proprio Paese. Più di cinquemila soldati dell'Armata Rossa e cittadini dell'URSS hanno combattuto al loro fianco sul territorio italiano. Apprezziamo vivamente che gli italiani ricordino l'eroico contributo dei soldati sovietici alla liberazione della loro patria. Ogni anno il 9 maggio, insieme alle autorità delle città italiane in cui si trovano le sepolture, deponiamo fiori sulle tombe dei partigiani italiani e sovietici.


Purtroppo, negli ultimi tempi si registrano tentativi di riabilitare l'ideologia nazista. Sempre più spesso ci troviamo di fronte a esempi di falsificazione della storia della Seconda Guerra Mondiale, tentativi di mettere sullo stesso piano la Germania di Hitler e l'Unione Sovietica, di attribuire all'Unione Sovietica la responsabilità di aver scatenato la guerra. Nonostante che le cose siano andate esattamente al contrario. Se non fosse stato per l'URSS e per il popolo sovietico, che in questa guerra ha perso più di 27 milioni di persone, forse alcuni popoli europei sarebbero stati completamente sterminati dai nazisti.


Vengono distrutti e profanati monumenti ai soldati dell'Armata Rossa che hanno sconfitto il Terzo Reich. Per le strade delle città baltiche sfilano sostenitori della "Waffen-SS" nazista, che il Tribunale di Norimberga ha riconosciuto come organizzazione criminale. Tutto questo è contrario al buon senso, è in contrasto coi principi del diritto internazionale sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e con le Disposizioni dei documenti universali, in particolare della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e della Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.


In tali circostanze, la tutela della memoria del passato, degli orrendi crimini contro l'umanità commessi durante la Seconda Guerra Mondiale, riveste una particolare importanza. Appoggiamo lo svolgimento di eventi commemorativi e formativi finalizzati a trasmettere la verità storica a un più vasto pubblico, in particolare alle giovani generazioni. Nell'ambito delle Nazioni Unite, ogni anno il nostro Paese presenta all'Assemblea Generale una bozza di risoluzione sulla lotta all'eroizazione del nazismo, del neonazismo e di altre pratiche che contribuiscono all'escalation delle odierne forme di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza. Nel dicembre 2019 133 Paesi hanno votato a favore di questo documento.


II 75° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau che si festeggia in questi giorni ricorda ancora una volta la necessità di scongiurare il ripetersi dei crimini del nazismo e l'importanza della lotta contro la distorsione della storia. In nome della vita pacifica delle generazioni future, il mio Paese continuerà a lavorare per consolidare la verità storica onorando la memoria di coloro che hanno liberato il mondo dal nazismo e salvato popoli europei dallo sterminio.


venerdì 24 gennaio 2020

I DOCUMENTI CIA SU STEPAN BANDERA




"L'agente di Hitler." Perché la CIA non ha pubblicato prima i dati su Bandera ?





La CIA ha pubblicato i dati dell'archivio su Stepan Bandera. La tempistica non è stata scelta a caso, ha suggerito l'esperto Vladimir Olenchenko a radio Sputnik.


La CIA ha pubblicato


i dati dell’archivio relativi all' "Agente professionale" di Hitler, come il documento chiama il leader nazionalista ucraino Stepan Bandera. Il documento è stato declassificato secondo la "Legge sull'esposizione dei criminali di guerra nazisti".

La pubblicazione, intitolata "Stepan Bandera e lo stato ucraino nel 1941", parla delle attività dei nazionalisti ucraini e dei crimini commessi. I dati provenienti da varie fonti sono stati raccolti e sistematizzati dopo la seconda guerra mondiale.

"Il 30 giugno 1941, il fascista ucraino e agente professionale di Hitler Stepan Bandera (agente con nome Console 2) proclamò la ricostruzione dello stato dell'Ucraina occidentale a Leopoli", dice il documento. L'autore osserva che durante le cinque settimane dell'esistenza dello "stato" di Bandera, furono uccisi 5 mila ucraini, 15 mila ebrei e diverse migliaia di polacchi.

La pubblicazione è stata commentata dal rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova sul suo miniblog Facebbok: "L'eroe della moderna Ucraina è un’agente professionista di Hitler, nazista, criminale. Quante volte ne abbiamo parlato prima della pubblicazione di questi materiali e quante volte cinicamente e sfacciatamente i leader ucraini hanno negato l'ovvio! Cos'altro deve succedere sul pianeta Terra in modo che la gente smetta di deridere la storia, il ricordo dei padri, il buon senso? "

Il Ricercatore senior del Centro per gli Studi europei IMEMO RAN Primakov, Vladimir Olenchenko ritiene che la tempistica per la pubblicazione del documento non sia stata scelta a caso.

"Ieri è stata celebrata la data della memoria dell'Olocausto - probabilmente è per questo che è stato colto un momento del genere. Sorge la domanda perché questo non è stato fatto prima. Si scopre che i rappresentanti americani hanno mantenuto i contatti con Poroshenko (l’ex presidente dell'Ucraina) e la sua cerchia, che ha patrocinato i nazionalisti ... Il processo di impeachment è in corso negli Stati Uniti, sono in corso i preparativi per il voto al Senato e penso che forse l'attuale amministrazione voglia influenzare coloro che voteranno. Una delle accuse è che il presidente ha superato i poteri nei rapporti con l'Ucraina (è accusato, tra le altre cose, di ritardare l'assistenza militare, - ndr). Ora può fare riferimento al fatto che voleva chiarire i dettagli, e aveva chiarezza sulla questione di quali nazionalisti ucraini in passato - partecipanti attivi all'Olocausto ... Vedo una tale logica possibile " ha dichiarato Vladimir Olenchenko a Radio Sputnik