sabato 16 marzo 2019

COMMENTO DEL MID DELLA RUSSIA SULLE SANZIONI UE DOPO L'INCIDENTE DI KERCH




Commento del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa in merito alla decisione della UE di imporre sanzioni a cittadini russi a causa dell'incidente nello stretto di Kerch



Il 15 marzo il Consiglio dell'UE ha adottato misure restrittive unilaterali contro un certo numero di cittadini russi.

Il pretesto per includere nostri concittadini negli elenchi illegittimi delle sanzioni della UE è sorprendente nella sua ipocrisia e cinismo. Fondamentalmente stiamo parlando di dipendenti del servizio di frontiera del servizio di sicurezza federale della Federazione Russa, che coraggiosamente hanno ottemperato al loro dovere di proteggere il confine di stato del nostro paese. Allo stesso tempo, la «colpa» delle nostre guardie di frontiera risiede solo nel fatto che con le loro azioni sono state decisive nel fermare una pesante provocazione organizzata dalle autorità di Kiev il 25 novembre 2018 nella zona dello stretto di Kerch.

Le accuse della Ue, secondo cui la Russia "ha violato il diritto internazionale" e usato la forza senza fondamento, sono completamente false. Come noto quel giorno due navi della marina militare dell'Ucraina con a bordo ufficiali del Servizio di sicurezza dell'Ucraina hanno effettuato un tentativo di sfondare l’ingresso del Mar Nero verso il Mar d'Azov in violazione al diritto di passaggio pacifico attraverso le acque territoriali russe. Hanno effettuato pericolose manovre, ponendo in essere una minaccia al normale transito delle navi e si sono categoricamente rifiutate di ottemperare alle richieste delle guardie di frontiera russe. È importante notare come il confine marittimo della Federazione Russa sia stato forzato nel punto in cui, anche precedentemente alla riunificazione della Crimea con la Russia nel marzo 2014, era territorio russo. Il fermo ed il sequestro delle navi da guerra ucraine e dei loro equipaggi è stata effettuata dalle nostre guardie di frontiera nel pieno rispetto delle norme del diritto internazionale, della Costituzione e dell'attuale legislazione della Federazione Russa. Successivamente i marinai ucraini hanno riconosciuto pubblicamente la natura provocatoria dell'incidente organizzato con la loro partecipazione.

È deplorevole che l'Unione europea, nei fatti, abbia parteggiato con le autorità di Kiev, le quali hanno trasformato gli eventi dello scorso novembre nello Stretto di Kerch «alla rovescia». Non può non attirare l'attenzione il fatto di come questa decisione sia stata presa poco prima delle elezioni presidenziali in Ucraina.

La decisione del Consiglio della UE testimonia la mancanza di rispetto nei confronti del diritto della Federazione Russa di garantire la protezione del suo confine di stato. Questo è un modo irresponsabile che incoraggia Kiev a proseguire la politica di provocazioni che rappresentano una minaccia per la sicurezza della Federazione Russa e degli altri stati della regione del Mar Nero, tra cui membri della stessa Unione Europea.

La parte russa non lascerà senza risposta l'azione ostile della UE.


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