domenica 8 novembre 2020

KOSACHEV SULLE ELEZIONI USA: NON C'E' UN VINCITORE INDISCUSSO


 

Kosachev sulle elezioni negli Stati Uniti: non c'è un indiscusso vincitore

 

Diversi canali televisivi americani e persino l’Associated Press hanno già subito annunciato la vittoria del democratico Joe Biden nelle elezioni presidenziali americane. È chiaro che non esiste ancora un risultato ufficiale. E non sono esclusi i ricorsi giudiziari che il team di Trump ha già annunciato, così come altri colpi di scena nella situazione americana. Tutto ciò ancora una volta conferma: non c'è un vincitore inequivocabile, incondizionato e convincente. Trionfa la divisione e le opinioni reciprocamente esclusive della società su come guardare all'America del futuro. Chiunque vinca non avrà il pieno diritto morale di dire che tutta l'America è dietro di lui.

Si, molte persone stanno parlando della vittoria di Biden. Con tutti i momenti molto controversi sia di questa particolare campagna elettorale che nel sistema elettorale stesso, che nei presidenti degli Stati Uniti nel loro insieme. Tuttavia, siamo oggettivi: dal nostro, direi europeo - punto di vista, più logico e giusto sembra la vittoria spetti a colui che ha avuto la maggioranza dei voti direttamente dagli elettori e questo è chiaramente determinato da Biden. Le ripetute vittorie dei presidenti americani che non hanno ottenuto la maggioranza degli elettori, ma che hanno ottenuto la maggioranza dei grandi elettori - è una sciocchezza procedurale. È possibile avere preferenze diverse, ma è più importante avere un'immagine oggettiva delle preferenze della popolazione stessa, piuttosto che un paio di centinaia di grandi elettori.

Come il mondo possa convivere con un presidente democratico, se ha davvero vinto, è un argomento a parte. È chiaro che l'intero mondo liberale, gli alleati degli Stati Uniti e tutti coloro che contavano sull'indifferenza ideologica dell'ultima superpotenza sono oggi incoraggiati (dalla vittoria).

Per questo, con la vittoria del democratico, ci si può aspettare la vendetta di tutte le forze non conservatrici in tutto il mondo. Ciò significa più russofobia in Europa, più morti nel Donbass e in molti altri punti caldi del mondo, così come più sanzioni per motivi politici, se parliamo di conseguenze dirette e più semplici.

Ma. Anche Biden dovrà venire in un altro mondo dato che questo non è più il mondo dei Clinton o di altri sostenitori delle "crociate" per "gli unici veri" valori e sistemi politici. Questo è un mondo sempre più multipolarizzante. In cui devi dimostrare la tua pretesa leadership mondiale, morale e non autoritaria, non con le sanzioni, ma con la capacità di agire in un interesse comune. Ad esempio, nel contrastare la pandemia di coronavirus. E, visto che negli ultimi anni la politica estera americana è stata determinata più dal Congresso che non dal Presidente, non c'è bisogno di aspettarsi un serio ripensamento in questa direzione.

Un punto di ottimismo: il tema dell'influenza russa sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti sembra aver abbandonato completamente il contesto politico americano. Ma non abbiamo pienamente valutato questo fattore per le realtà americane - non è stata una vera interferenza che non è stata mai dimostrata, ma uno strumento di guerra dei democratici contro il vincitore della scorsa corsa presidenziale. Siamo stati "puniti" prima di tutto per questo e non per tutti le altre "trasgressioni", come la Crimea o il " Nord Stream 2”. Abbandonare i "crimini" virtuali dall'agenda può solo in parte spostare l'attenzione su altri argomenti. Non che crediamo nella disintossicazione a Washington, ma almeno un irritante chiave potrebbe sparire. Non c'è motivo per riprendere i negoziati, ad esempio, sul controllo degli armamenti? No siamo pronti. Aspettiamo.

 

https://rg.ru/2020/11/07/kosachev-o-vyborah-v-ssha-net-odnoznachnogo-i-bezogovorochnogo-pobeditelia.html

 

venerdì 6 novembre 2020

Naryshkin ha spiegato da dove potrebbe essere arrivato il coronavirus


 

Mosca, 6 novembre - RIA Novosti. Per il servizio di intelligence esterno della Russia non ci sono dati affidabili sulla creazione del virus SARS-CoV-2 da parte dell’uomo.

"Siamo pertanto inclini al dire che si tratta di un prodotto di origine naturale", ha detto il direttore del Servizio Sergej Naryshkin in un'intervista alla RIA Novosti, al suo direttore generale di "Russia oggi" Dmitrij Kiselev.

L'origine del virus non è una questione fondamentale per gli scienziati russi, dato che il loro principale impegno è combattere l'infezione, ha aggiunto.

Naryshkin ha anche aggiunto che l'intelligence trasmette al governo le informazioni necessarie per combattere il COVID-19.

"Dal momento che abbiamo significative risorse analitiche all'interno del servizio, le riceviamo ed elaboriamo per presentarle ai servizi competenti ed al ministero, al governo. Questo è il nostro ruolo, la nostra partecipazione alla lotta contro questo male", ha spiegato.

Naryshkin ha chiamato sciocchezze le dichiarazioni di Washington sul fatto che Mosca impedisca agli Stati Uniti di creare un proprio vaccino contro la SARS-CoV-2.

"Questa è solo un'opportunità volta a nascondere in qualche modo i propri difetti", ha aggiunto, sottolineando che si tratta dell'imperfezione del sistema sanitario americano.

Nel mondo dall'inizio della pandemia hanno identificato quasi 48 milioni di casi di infezione da coronavirus, più di 1,2 milioni di persone sono morte. La maggior parte dei malati negli Stati Uniti, India e Brasile. La Russia occupa il quarto posto, seguita da Francia, Spagna, Argentina, Gran Bretagna Colombia e Messico.

In Russia sinora si sono registrate un milione e settecento mila casi, ventinove mila novecento i decessi. Nelle ultime 24 ore sono stati identificati più di 20 mila nuovi casi.

 

https://ria.ru/20201106/koronavirus-1583317017.html

 

Commento di M.V. Zacharova sulla lettera dell'Ufficio federale della giustizia della Germania sul caso Naval'nij


 

Commento del rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo M.V. Zacharova sulla lettera dell'Ufficio federale della giustizia della Germania all'indirizzo dell'Ufficio del Procuratore generale della Federazione Russa sul cosiddetto " caso di A. Naval'nij»

 

Continuiamo ad aspettarci che le autorità della Repubblica Federale di Germania forniscano risposte sostanziali agli appelli ufficiali russi del 27 agosto, 14, 24 e 28 settembre 2020 sulla fornitura di assistenza giuridica da parte dei dicasteri tedeschi competenti nel quadro delle verifiche pre-investigative dei motivi del ricovero di emergenza in data 20 agosto 2020 del blogger A. Naval'nij ad Omsk, assistenza chiesta dal Ministero degli Interni russo. La parte tedesca, nascondendosi dietro svariate ragioni e pretesti inverosimili, ritarda deliberatamente la risposta a queste richieste nonostante le assicurazioni ed i loro obblighi nel campo della cooperazione internazionale nel campo delle forze dell’ordine.

A questo proposito nulla è cambiato. In tal senso solo il 30 ottobre 2020 la Procura generale della Federazione Russa ha ricevuto una lettera dal Dipartimento federale di Giustizia della Repubblica federale di Germania sul caso di A. Naval'nij. I colleghi della Procura generale, da parte loro, hanno già commentato questo messaggio. Anche il Ministero degli Esteri russo ne ha preso conoscenza. Questo documento conferma solo l’indisponibilità e la riluttanza di Berlino ad impegnarsi in modo costruttivo nel chiarire le vere circostanze di ciò che è accaduto al nostro cittadino. Sorprendentemente le forze dell'ordine tedesche hanno impiegato quasi tre mesi per formulare questa breve risposta. Invece di rispondere alle domande estremamente dettagliate poste dalla parte russa nelle quattro richieste summenzionate, l'Ufficio federale di giustizia della RFT, in assenza di nessuna informazione, si limita a sollevare controdomande confermando come le autorità della RFT si rifiutino di fornire qualsiasi prova materiale dell'avvelenamento di A. Naval'nij con il famigerato veleno " Novichok ”, comprese le sue analisi biologiche e i risultati delle altre analisi. In questo contesto vorremmo anche ricordare come in precedenza, su insistenza della parte tedesca, ogni informazione essenziali sia stata cancellata dal rapporto dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche sulla fornitura di assistenza tecnica alla Germania in questa materia. Sorgono domande abbastanza giustificate: cosa nascondono le nostre controparti tedesche e cosa hanno paura di rendere pubblico?

Mosca si aspetta che, conseguentemente, Berlino adempirà comunque nella pratica ai suoi obblighi giuridici internazionali derivanti dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 1959 e inizierà una sostanziale cooperazione bilaterale sul caso di A. Navalnij in conformità con l'articolo IX della Convenzione sulle armi chimiche. Ci auguriamo che il governo della RFT si asterrà da un'ulteriore artefatta politicizzazione della situazione relativa al blogger russo che gravi danni sta causando alle relazioni russo-tedesche.

 

https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/news/-/asset_publisher/cKNonkJE02Bw/content/id/4415787