lunedì 14 agosto 2017

Politologo europeo ha accusato gli Stati Uniti della caduta del «Boeing» sul Donbass



Politologo europeo ha accusato gli Stati Uniti della caduta del «Boeing» sul Donbass
 

A questa conclusione è arrivato un professore della Facoltà di Relazioni internazionali dell'Università del Sussex, Presidente dell’organizzazione «Comitato di vigilanza contro il risorgente fascismo» Kees van der Pijl nel suo libro «Lo sparo. Il volo MH-17, l'Ucraina e la nuova guerra fredda». Uscirà in Europa in autunno

Come scrive il portale internet «Russkaja vesna», il ragionamento di Van der Pijl deriva dal fatto che (gli USA) hanno ottenuto il maggior beneficio dal disastro. E, secondo l'analista, è Washington, che in seguito ha avuto la possibilità di introdurre sanzioni contro la Russia, ostacolarla nel settore del gas e bloccane il rafforzamento del suo ruolo sulla scena internazionale.

Il professore si concentra sul fatto che, in primo luogo, il giorno prima della tragedia nei cieli di Donezk i paesi BRICS avevano concluso un accordo per la creazione della loro Banca, nella quale gli Stati Uniti, il FMI e la Banca Mondiale hanno visto un concorrente. In secondo luogo, Vladimir Putin e Angela Merkel, senza la partecipazione degli Stati Uniti avevano concordato un nuovo concetto di gestione della crisi in Ucraina. Ed infine, in terzo luogo, dopo la caduta del Boeing malese gli Stati Uniti hanno avuto la possibilità di estromettere la Russia dal mercato europeo del gas e intensificare le attività delle loro società del gas.

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