giovedì 7 aprile 2022

SULLA REAZIONE DEGLI ITALIANI ALL'OPERAZIONE SPECIALE RUSSA IN UCRAINA - M.V. Zacharova



Non dappertutto, non ovunque e non tutta la russofobia è riuscita a travolgere il mondo. Ci sono molti esempi. Per citarne uno.

Dopo che gli "ingranaggi" della campagna russofoba sono entrati in movimento ed è stato annunciato un giro di vite su tutto ciò che è russo, abbiamo ricevuto un numero enorme di lettere di sostegno e telefonate attraverso le nostre ambasciate.

I cittadini italiani esprimono solidarietà al nostro paese ed ai nostri cittadini. Un'altra serie di questi appelli è arrivata dal Consolato Generale della Russia a Milano. Si tratta di centinaia di lettere indirizzate al presidente russo Vladimir Putin da italiani comuni: giornalisti indipendenti, avvocati internazionali, rappresentanti della comunità accademica, imprenditori, personaggi culturali e pubblici. Contengono non solo un'emozione genuina, ma anche un'analisi approfondita di ciò che sta succedendo, che non viene mostrata da coloro che sono obbligati a farlo - l'establishment politico.

Per citarne solo alcuni: "non tutti gli italiani sono burattini americani", "ho sempre considerato il popolo russo fraterno, perché mi hanno restituito mio padre, un soldato italiano catturato nel 1945". Anche se l'Italia era dall'altra parte. "Esprimo solidarietà al popolo e alle autorità russe e sono in disaccordo con la vergognosa campagna russofoba", "farò ogni sforzo per dimostrare che solo le sanzioni contro l'Ucraina, che è sotto il dominio nazista, sono giustificate", "il criminale governo ucraino è il solo responsabile delle inevitabili vittime civili", "la propaganda di odio fomentata dai media italiani diffama il mio paese e denigra la grande civiltà russa", "prendo le distanze dalle misure politiche ed economiche del governo italiano, continuerò a lavorare con gli ospiti russi", "continueremo a promuovere progetti che confermano l'universalità della cultura russa".

Le sanzioni sono la chiave per capire tutta la situazione. Perché, il 24 febbraio 2022, è stato dichiarato che le altre opzioni erano state esaurite. Vediamo oggi come l'"Occidente collettivo", sotto l' "accordo" degli Stati Uniti non solo applica, ma inventa sanzioni più sofisticate: liste personali, divieti, accuse, minacce, blocchi economici, espropri, sequestri, saccheggi, blocchi, congelamenti. Tutti applicati. Sanno come e possono farlo. Non ci vuole niente a bloccare un account, ad irrompere nella proprietà privata di qualcun altro, anche dei cittadini dello stato in cui sta accadendo, anche se sono anche cittadini russi o hanno relazioni, affari con il nostro paese. Nulla impedisce ai paesi occidentali di applicare ogni tipo di restrizione per raggiungere una soluzione politica.

Gli "autoconti" non sono conti pubblici, ma conti privati, dove è stato spostato. No. Niente di quello che è stato fatto a diversi paesi è stato mai applicato al regime di Kiev.

Perché per otto anni nulla di simile anche a un miliardesimo non è stato applicato al regime di Kiev in modo da invogliarlo ad ottemperare agli Accordi di Minsk, sotto i quali si trova la firma, tra le altre, del presidente dell'Ucraina. Si poteva fare. Bastava non finanziarli solo una volta, non inviare loro denaro e stimolare lo sviluppo del regime di Kiev. I finanziamenti sono stati semplicemente inviati. Sono spariti. Si poteva dire inviamo delle tranche quando ottempereranno ad un punto e poi le successive all'esecuzione degli altri. Conosciamo bene i rappresentanti del regime di Kiev del XXI secolo. Queste persone faranno di tutto per un centesimo e per questo ammazzeranno tutti. Avrebbero soddisfatto in pieno gli accordi di Minsk. Hanno fatto di tutto per vedere di nuovo i soldi nei loro conti. «I loro" non sono conti pubblici, ma privati dove sono migrati (i finanziamenti ndt). No. Nulla di tutto quello che è stato fatto (a noi ndt) dai diversi paesi è mai stato applicato al regime di Kiev.

Il regime di Kiev ha commesso innumerevoli crimini: omicidi, violenze, rapimenti, chiusura di canali televisivi, intimidazione di giornalisti. Azioni di genocidio di persone che vivono in un dato territorio. Cosa ha impedito agli illuminati di Bruxelles, Parigi, Roma, Londra a parte, per ora neanche a parlarne, lì è tutto chiaro, Madrid, Lisbona, Berlino - cosa ha impedito loro di ritardare almeno una volta alcuni finanziamenti non destinati a Kiev, ma pagamenti di bonus e legarli all'attuazione degli accordi di Minsk. Non ci sarebbe stato nulla di ciò che abbiamo ora. Ci sarebbe stata una situazione politica interna risolta da tempo in Ucraina, le due regioni avrebbero avuto garanzie legislative adeguate, una lingua (anche nella loro parte), opportunità di reddito, pagamenti sociali. A quest'ora tutto sarebbe stato a posto. Ma non l'hanno fatto. Hanno pagato Kiev solo per non attuare gli accordi di Minsk.

Tornando alla reazione dei cittadini italiani. Questi non sono messaggi anonimi, ogni messaggio ha una firma di persone esistenti che non hanno paura, che parlano e capiscono cosa sta succedendo.

Ci sono molte lettere di questa natura. Per esempio, durante un solo giorno, il 25 marzo di quest'anno, l'ambasciata russa in Italia ha ricevuto quasi 2.000 appelli. Non di natura aggressiva, come possiamo vedere da coloro che sostengono i neonazisti in Ucraina, ma normali, umane parole di sostegno e comprensione. Forse non supporto, ma comprensione dell'etimologia dell'intera crisi. Esprimono apertamente il disaccordo con la politica perseguita dalla leadership italiana, che non è nell'interesse del popolo italiano, esprimono gli auguri per una rapida vittoria della Russia e la gratitudine per l'assistenza nella lotta contro la pandemia nel quadro della missione umanitaria russa negli Appennini. Il messaggio più comune è "questo governo non mi rappresenta, non agisce per mio conto". L'hashtag "#notinmyname" sta diventando sempre più popolare nel segmento italiano di internet. Unisce tutte queste persone e ciò che pensano.

Vorrei ricordare anche al governo italiano, che così spesso parla della Russia. Anno 2020 - la pandemia. L'Italia divenne la prima vittima europea di una nuova malattia, allora inesplorata e per la quale non esistevano cure o vaccini. Avete dimenticato come voi - l'Italia -, doveva essere "annullata"? Ha dimenticato. Ve lo ricordo io. Avete fatto un grande video, i vostri creativi, personaggi pubblici hanno fatto un fantastico cortometraggio di un paio di minuti su quello che è l'Italia. Che l'Italia è un paese che ha dato al mondo incredibili compositori, artisti, architetti, stilisti. E vi siete rivolti ai popoli d'Europa e del mondo con la domanda: come si può dimenticare e abolire la cultura italiana, l'Italia ed il popolo italiano? Non l’avete sperimentato questo? Non vi ha fatto male allora? Non hanno fatto a voi quello che ora stanno cercando di fare a quelle persone che hanno sofferto per otto anni e sono state crocifisse due volte.

Vi ricordate il 2020? Vi ricordate chi vi ha aiutato allora? Vi ricordate chi si è gettato nel vostro "embargo" allora? Sì, è stata la Russia. Sono state le forze armate russe. Vi state ponendo la domanda - perché abbiamo dovuto fare questo? Una volta il signor Di Maio potrebbe chiedersi – per quale motivo ne avevamo bisogno? Abbiamo dovuto accumulare le nostre forze come paese allora. Per noi stessi. Ma abbiamo lo stesso condiviso con voi aiuto, conoscenza, capacità, opportunità, amore. Abbiamo condiviso con voi, e ora voi, non rappresentando il vero popolo italiano (perché questo è quello che scrivono di voi), avete iniziato questa lotta antirussa, diventando il leader della comunità europea. Non state cancellando noi, state cancellando voi stessi.

Il commento postato sugli account ufficiali Facebook, Twitter e Telegram dell'ambasciata russa in Italia che ringraziava i cittadini italiani che avevano espresso sostegno al nostro paese ha provocato una reazione positiva senza precedenti, raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni, decine di migliaia di like e migliaia di repost. So che non durerà a lungo. So che i social media americani toglieranno tutto, lo cancelleranno, lo faranno sembrare come se non fosse mai successo. Ma è stato e sarà.

Possiamo vedere e apprezzare molto come il popolo italiano non si lasci ingannare dai media di parte e, anche nei tempi più difficili, tempi di cambiamento globale, faccia sforzi per preservare gli stretti legami con la Russia, la sua storia e la sua cultura. I dati dell'ultimo sondaggio della tv di stato "RAI" sono indicativi: il 55% degli italiani è contrario all'invio al regime di Kiev di armi letali, il 69% crede che sia necessario un dialogo con la Russia. Vorrei che l'Italia e gli altri paesi dell'Unione Europea ascoltassero questa opinione e si facessero guidare dalla volontà dei loro popoli.

 

https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/1808254/#4

 

 

martedì 5 aprile 2022

BUCHA, MOSTRUOSA PROVOCAZIONE

 

Dichiarazione del rappresentante permanente della Federazione Russa presso l'OSCE, A.K. Lukashevich, nella riunione speciale del Consiglio permanente dell'OSCE sulla mostruosa provocazione inscenata dal regime di Kiev a Bucha e sulle inaccettabili azioni successive della presidenza polacca dell'OSCE, 5 aprile 2022

 

Signor Presidente,

 

siamo categoricamente in disaccordo con le valutazioni della presidenza polacca sulla situazione a Bucha, nella regione di Kiev. Essi si basano esclusivamente su invenzioni propagandistiche del regime di Kiev, che sono state riprese anche da un certo numero di Stati partecipanti dell'OSCE.

Dichiariamo responsabilmente che le fotografie ed i filmati pubblicati dal governo ucraino, che attesterebbero alcuni "crimini" dei militari russi a Bucha, sono una provocazione inscenata e non hanno nulla a che fare con la realtà. L'obiettivo è ovvio - diffamare le forze armate russe per raggiungere gli obiettivi pratici del regime di Kiev nell'arena internazionale. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba si è già espresso apertamente su questi: ottenere la rottura dei legami commerciali ed economici dell’Europa con la Russia ed assicurare nuove forniture di armi letali all'Ucraina. In breve, per rendere ancora una volta le relazioni tra la Russia e i paesi europei ostaggio di una bugia cinicamente inventata.

Vi invitiamo ora a mettere da parte le emozioni e i giudizi riflessi e ad analizzare i fatti in modo ponderato.

E sono i seguenti. Il giorno successivo alle consultazioni russo-ucraine ad Istanbul, che hanno avuto luogo il 29 marzo, unità delle forze armate russe si sono ritirate da Bucha. Allo stesso tempo, il 30 marzo, questo è stato annunciato in un briefing del ministero della difesa russo. Un giorno dopo il sindaco di Bucha, Anatoliy Fedoruk, che prima era fuggito dai suoi cittadini, è tornato in città. In piedi davanti all'edificio dell'amministrazione cittadina ha registrato un video messaggio in cui ha riferito di aver ispezionato l'intera città e non ha detto una sola parola su eventuali cadaveri nelle strade. Ha anche confermato che tutto il personale militare russo aveva lasciato Bucha. Negli stessi giorni un membro della Verkhovna Rada, Zhan Belenyuk, ha visitato la località e ha postato alcune fotografie delle strade della città sui suoi account social media, senza menzionare alcunché su corpi nelle strade nei commenti. Quindi cosa è successo veramente?

Il 2 aprile la polizia nazionale dell'Ucraina ha pubblicato sui suoi siti ufficiali un video delle unità speciali delle forze armate ucraine che entravano a Bucha. Il filmato non mostra alcuna vittima civile. Si nota chiaramente come le formazioni armate ucraine avevano iniziato un'operazione di ripulitura. In un altro video, pubblicato dal leader dei rappresentanti della "difesa territoriale" che sono entrati in città, Sergey Korotkikh, ("Bosman") si può chiaramente sentire il dialogo volto a decidere se potessero sparare o meno alle persone che non indossavano la fascia blu. Si sente anche una risposta affermativa, cioè che sparare era permesso. Successivamente, S. Korotkikh ha cancellato il video, ma le copie sono rimaste di dominio pubblico.

Non ci sorprende che tutte le cosiddette "prove dei crimini di guerra russi" a Bucha siano apparse pochi giorni dopo questo "rastrellamento", quando ufficiali dell’esercito ucraino e rappresentanti della televisione ucraina sono arrivati in città. Sono stati prodotti anche rapporti palesemente a soggetto. Per esempio, il canale Espresso.TV ha trasmesso un servizio video il 2 aprile alle 19:03 in cui si vede un "cadavere" alzarsi subito dopo il passaggio di un'auto con un cameraman (come si vede nello specchietto retrovisore dell'auto). Un'ovvia e sfacciata “buca” della propaganda ucraina.

Altri video inscenati mostrano persone presumibilmente riprese "nella cantina di una casa" a Bucha. Sono mostrati almeno quattro corpi, presumibilmente colpiti alla nuca nello stesso seminterrato. Sono in ginocchio di fronte al muro. Eppure non c'è traccia di sangue nelle loro vicinanze, né sul muro né sul pavimento. Come è possibile? Ancora una volta, è un evidente falso della propaganda ucraina.

Oltre a queste sono state mostrate persone presumibilmente uccise nelle strade o torturate nude e calate nei pozzi. Queste foto sono state pubblicate dal ministro degli esteri ucraino D. Kuleba. Particolarmente preoccupante è il fatto che tutti i corpi delle persone le cui immagini sono state pubblicate dal regime di Kiev non siano irrigiditi dopo diversi giorni, non hanno le caratteristiche macchie dei cadaveri e le ferite contengano sangue ancora fresco.

Nello stesso momento articoli su Bucha sono apparsi in diverse pubblicazioni straniere - principalmente britanniche ed americane - indicando la natura preparata, pianificata e coordinata di questa campagna di informazione e propaganda. Questi articoli non sono stati pubblicati subito dopo il ritiro delle truppe russe da Bucha o subito dopo l'ingresso delle formazioni armate ucraine.

La provocazione mediatica con la messa in scena di un massacro a Bucha, da parte dei presunti militari russi, rappresenta una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza internazionale. Vorremmo sottolineare come in seguito al lancio di questa campagna mediatica coordinata nei media occidentali sul presunto "massacro di Bucha", la Federazione Russa abbia chiesto due volte la convocazione di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in questa località della regione di Kiev. La riunione tuttavia è stata rifiutata dal Regno Unito che ha recentemente assunto la presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Di cosa hanno avuto paura? La verità e le rivelazioni delle falsificazioni video? A proposito, raccomandiamo di leggere il contenuto della conferenza stampa tenuta dal rappresentante permanente russo all'ONU V.A. Nebenzja a New York il 4 aprile, dove vengono presentate le prove video della natura inscenata della provocazione informativa di Kiev.

Diverse cose importanti sono degne di nota. Durante il periodo in cui Bucha era sotto il controllo delle forze armate russe, nessuna uscita dalla città era bloccata. Tutti i civili locali erano liberi di lasciare la cittadina in direzione nord, anche verso i paesi vicini. Allo stesso tempo la periferia meridionale della città, comprese le zone residenziali, è stata bombardata 24 ore su 24 da formazioni armate ucraine con artiglieria di grosso calibro, carri armati e lanciarazzi multipli

Durante il periodo in cui Bucha è stata sotto il controllo delle forze armate russe, nessun residente locale ha subito azioni violente da parte loro. Al contrario, più di 452 tonnellate di aiuti umanitari sono stati consegnati e distribuiti ai civili dai militari russi nella regione di Kiev. I residenti si sono mossi liberamente per la città.

A proposito, lo stesso copione dei fake inscenati sui "crimini di guerra russi" possono essere osservati anche nella descrizione, da parte dei media ucraini e occidentali, della situazione in altri insediamenti nella regione di Kiev da cui le truppe russe si sono ritirate. Per esempio, i rapporti sulle "fosse comuni di civili giustiziati" nelle città di Irpen e Borodjanka e nei villaggi di Motjzhin e Moschun sono stati preparati secondo lo stesso schema.

I falsi di cui sopra non sono i primi di una serie di sforzi della propaganda ucraina per diffamare le azioni dell'esercito russo e creare lo sfondo emotivo necessario per le decisioni politiche anti-russe. Non escludiamo che lo scopo di queste provocazioni informative sia quello di cercare di frustrare gli sforzi diplomatici intrapresi dalla Russia nel quadro del dialogo bilaterale con i rappresentanti di Kiev.

Basti ricordare il cosiddetto " raid aereo russo sulla maternità a Marjpol’ " di cui ci hanno parlato in questa sala il 10 marzo i rappresentanti ucraini ed i loro patroni stranieri. Ricordate come la stampa occidentale era piena di foto della ragazza che era stata fotografata vicino a quella maternità.

L'altro giorno la stessa ragazza ha dato un'intervista ai media indipendenti - il suo nome è Marianna Vyshemirskaja. Ciò che ha detto conferma che la storia, come presentata dai rappresentanti dell'Ucraina, abbia evidenti i segni di una provocazione informativa pianificata. Ha affermato che non c'è stato nessun attacco aereo sulla maternità, ma che i gruppi armati ucraini hanno posto la loro roccaforte proprio all'interno dell'ospedale, cacciando via la maggior parte dei pazienti e portando via il cibo a quelli che sono rimasti. Dopo che la ragazza ha sentito le esplosioni, un fotoreporter che lavorava per l'Associated Press (che poi si è rivelato essere Evgenij Maloletka) la stava aspettando proprio fuori dall'edificio. È stata una coincidenza? La ragazza inoltre ha fatto un appello aperto al presidente Zelensky chiedendogli di ordinare alle formazioni armate ucraine di smettere di utilizzare i civili come "scudi umani".

A proposito, il consigliere del capo dell'ufficio presidenziale ucraino, Oleksiy Arestovych, ha anche partecipato alla diffusione di falsi sulle "atrocità dell'esercito russo", pubblicando una foto di una "ragazza torturata di Gostomel" con una svastica bruciata sulla schiena. Si è scoperto in realtà che aveva usato una foto di una donna di Marjupol’ con i segni di torture ricevute in una roccaforte delle formazioni armate ucraine nel seminterrato di una scuola di Marjupol’. Il video della ragazza uccisa è stato pubblicato il 27 marzo scorso dal giornalista americano Patrick Lancaster sul suo canale YouTube. È degno di nota il fatto che quando ad Arestovych è stata fatto notare la cosa dagli stessi giornalisti ucraini dell'agenzia di stampa Unian, lei abbia cancellato il post. Ma non si è scusato per aver diffuso disinformazione.

Abbiamo visto simili messe in scena e manipolazioni nel corso degli anni in Siria. Ricordate il movimento dei Caschi Bianchi, che sfruttava diligentemente i finanziamenti stranieri. O i radicali fondamentalisti che non hanno evitato i metodi terroristici e si sono ostinati a plasmare l'immagine di "combattenti per la libertà e la democrazia". C'è la sensazione persistente che tutte queste campagne d'informazione abbiano gli stessi registi.

Ciniche false provocazioni sono usate da politici senza scrupoli in Ucraina ed in un certo numero di paesi occidentali principalmente per far aumentare la spirale della russofobia. Il metodo non è nuovo. È già stato usato nella storia. Qui possiamo ricordare i peggiori esempi di propaganda nazista - per esempio "promuovendo" allo stesso modo le affermazioni sugli "stupri e gli omicidi di massa" da parte dell'Armata Rossa di civili nel villaggio di Nemmersdorf il 21 ottobre 1944 o in altri insediamenti liberati dai nazisti. Come è noto le false accuse contro i soldati sovietici furono utilizzate dalla propaganda nazista per la mobilitazione contro le cosiddette "bestie rosse russe".

Ed oggi, nello stesso spirito, sentiamo parlare di intenzioni di distruggere tutto ciò che è russo. Per esempio, il 3 aprile, sul suo account ufficiale, il sindaco di Dnepropetrovsk, Boris Filatov, ha scritto che d'ora in poi "è arrivato il tempo della rabbia fredda" e ha chiesto di uccidere i russi "già in tutto il mondo, senza limiti e nella maggior quantità possibile".

Notiamo che gli appelli alla violenza contro i russi e le russe, anche sui canali televisivi nazionali ucraini - comprese le promesse di uccidere tutti i bambini russi - non incontrano alcuna condanna nell'OSCE. Né la presidenza polacca in carica né le strutture esecutive pertinenti della nostra Organizzazione.

Al contrario i funzionari polacchi, oltre a ritrasmettere fake in stile nazista della propaganda ucraina, si sono uniti alle azioni russofobe. Non molto tempo fa il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha dichiarato che la russofobia sta diventando "il mainstream europeo" e l'altro giorno il vice primo ministro polacco e ministro della cultura Piotr Glinski ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma che "la cultura russa deve scomparire dallo spazio pubblico". Ci dispiace che la politica irresponsabile stia prendendo il sopravvento sul buon senso. E anche che l'analisi dei fatti stia cedendo il passo alla gara di chi è più russofobo.

Sottolineiamo: la verità sugli eventi in Ucraina si farà strada. I falsi saranno smascherati. La giustizia prevarrà sicuramente.

Chiedo che questa dichiarazione sia allegata al verbale del giorno della riunione speciale di oggi del Consiglio Permanente.

Vi ringrazio dell’attenzione 

 

https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/1808098/

venerdì 1 aprile 2022

L'81% DEI RUSSI HA FIDUCIA IN PUTIN - VZIOM

 


1 aprile 2022. Di seguito sono riportati i giudizi sulla fiducia nei politici, le valutazioni sul rating delle istituzioni statali e gli atteggiamenti verso i partiti.

Il livello di approvazione dell'operato del Presidente dal 21 marzo al 27 marzo 2022 è stato del 79,0% (+1,1 p.p. nella settimana). Il livello di valutazione positiva dell'operato del Primo Ministro e del Governo della Russia nell'ultima settimana ha raggiunto rispettivamente il 51,8% (+0,2) e il 52,4% (+0,8).

Alla domanda sulla fiducia personale in Vladimir Putin, l'81,0% degli intervistati ha dato una risposta positiva (+0,4 p.p. nell'ultima settimana), Michail Mishustin ha ricevuto il 63,1% (+0,5), Vladimir Zhirinovskij il 41,1% (-4,8), Gennadij Zjuganov il 27,5% (-1,2) Sergei Mironov 27,1% (-3,5), Aleksej Nechaev 8,4% (+0,0).

Il livello di sostegno per Russia Unita si è attestato al 41,0% (-0,8 punti percentuali nella settimana), il Partito Comunistra della  FR all'11,2% (+0,1), il Partito LiberalDemocratico l'8,5% (+0,6), Russia Giusta - Patrioti - Per la verità al 5,8% (+0,4) e il Gente Nuova al 4,6% (-0,3).

 

https://wciom.ru/analytical-reviews/analiticheskii-obzor/reitingi-doverija-politikam-ocenki-raboty-prezidenta-i-pravitelstva-podderzhka-politicheskikh-partii-20220401

giovedì 31 marzo 2022

Dichiarazione del Ministero degli Esteri russo sulla risposta russa alle decisioni di sanzioni antirusse della UE


  

Dichiarazione del Ministero degli Esteri russo sulla sua risposta alle decisioni di sanzioni antirusse della UE

 

La politica delle sanzioni della UE contro la Russia sta oltrepassando ogni frontiera. Dall'inizio dell'operazione militare speciale in Ucraina, Bruxelles ha sottoposto, in modo massiccio ed arbitrario, cittadini russi ed imprese nazionali a restrizioni unilaterali. Ignorando ogni norma del diritto internazionale sta esponendo i loro dati personali al pubblico accesso. Assurdi "criteri" extralegali vengono inventati man mano per ampliare questa lista.

Nel loro tentativo di ritrarre il nostro paese come responsabile della crisi sistemica della sicurezza europea, i funzionari europei di Bruxelles si rifiutano di riconoscere che per molti anni hanno promosso il sentimento russofobo e neonazista in Ucraina, militarizzandolo e integrandolo negli sforzi della NATO per contenere militarmente la Russia. Nonostante i nostri ripetuti appelli hanno soprasseduto sul sabotaggio, da parte del regime di Kiev, del pacchetto di misure di Minsk e sul soffocamento della popolazione russofona in Ucraina. Hanno chiuso gli occhi sulla strage sistematica dei civili nel Donbass.

Ora, invece di trarre lezioni da ciò che è successo, Bruxelles sta continuando per inerzia la strada senza uscita dell’imposizione di misure restrittive contro la Russia. Oltre a ciò stanno cercando di coinvolgere altri paesi sovrani in questo sforzo insensato ed illegittimo dal punto di vista giuridico internazionale, irto di ulteriori escalation di tensione in Europa e nel mondo, contro i loro stessi interessi nazionali. Sono sottoposti a pressioni e ricatti senza precedenti.

Come per altre manifestazioni della dichiarata "guerra ibrida" dell'Occidente contro la Russia, i cittadini russi ed i residenti di lingua russa nei paesi stranieri, così come le aziende leader del nostro paese, il calcolo della UE è chiaro - costringerci a rinunciare ai nostri interessi vitali. Tutto questo fa parte della politica collettiva occidentale di contenimento della Russia, dei tentativi di subordinare il suo sviluppo all'obiettivo di ripristinare il dominio globale indiviso dell’Occidente, negando al nostro paese la propria sicurezza, la protezione dei suoi interessi nazionali ed il diritto di costruire un'agenda indipendente e costruttiva sulla scena mondiale.

Gli eventi delle ultime settimane dimostrano che tutti questi sforzi sono inutili.

Le azioni della UE non solo portano le relazioni con la Russia a un punto morto, ma mettono anche in pericolo il benessere e la sicurezza dei suoi stessi cittadini, così come la stabilità del sistema finanziario ed economico globale.

In risposta alle massicce sanzioni unilaterali della UE la Russia, in conformità con il principio fondamentale del diritto internazionale della reciprocità, ha notevolmente ampliato la lista dei rappresentanti degli Stati membri della UE e degli organismi europei a cui, secondo la legge federale n. 114-FZ del 15 agosto 1996 "Sulle modalità di uscita ed entrata nella Federazione Russa", è vietata l’entrata nel territorio del nostro paese.

Restrizioni sono state estese agli alti funzionari dell'Unione europea, compresi alcuni commissari europei e capi militari della UE, così come alla maggior parte dei membri del Parlamento europeo che promuovono politiche anti-russe. In risposta, la "lista nera" russa include anche funzionari di alto livello, compresi i rappresentanti dei governi e dei parlamenti di alcuni Stati membri della UE, così come figure pubbliche e lavoratori dei media che sono personalmente responsabili della promozione di sanzioni illegali anti-russe, incitando sentimenti russofobi e violando i diritti e le libertà della popolazione di lingua russa.

Una nota verbale del Ministero degli Affari Esteri russo che informa di questo passo è stata trasmessa alla delegazione della UE a Mosca.

Ribadiamo che qualsiasi azione ostile da parte della UE e dei suoi paesi membri continuerà ad essere accolta con una risposta dura, inevitabile.

 

https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/1807424/